O si fa l’ Europa o si affonda (ovvero, che succede se …)

14 Giugno 2012 09:45

Crisi Grecia: molto più di una semplice elezione. E il punto di svolta per l’Europa

Le votazioni in Grecia sono ormai alle porte. E queste votazioni (con i colloqui che ne seguiranno coi membri della Troika) forniranno molto probabilmente la nuova direzione per l’Unione Europea, l’Euro ed i PIIGS.
Intanto però in Grecia la situazione sta degenerando. A parte la recessione, che ormai è devastante e sta corrodendo tutto il tessuto economico (o quello che resta…), quello che più preoccupa sono (ovviamente) le banche, già un po’ abbandonate dalla BCE (che le sostiene indirettamente) ed in forte difficoltà causa crisi liquidità.
E poi sempre in ambito di liquidità, lo Stato greco non sta certo meglio. Secondo alcuni report e giornali locali, la Grecia ha circa 2 miliardi di euro in cassa e questo denaro servirà per pagare stipendi e pensioni fino al prossimo 20 luglio.
E poi dopo? E poi dopo avremo l’ennesimo fallimento.

Ma attenzione. Prima di quella data avremo anche il risultato elettorare con le prese di posizione dlela Troika e il famoso Euro-esito su cosa farà la Grecia, ovvero se starà dentro o fuori l’Euro.
E proprio a causa di queste paure, i greci stanno facendo grandi danni al sistema bancario in quanto continuano a prelevare disperatamente denaro dagli sportelli. Si parla (ripeto, ipotesi) di circa 500 milioni di Euro di prelievi al giorno. Poi c’è chi dice che sono cifre esagerate e chi dice che sono addirittura basse… comunque sia, si tratta di importi molto importanti. E la crisi liquidità è il primo vero grande problema che può generare un default di una banca. Il tutto mentre esce l’ennesimo Eurosondaggio: il 70% dei cittadini greci NON vule tornare alla Dracma.

Ma dopo le elezioni che succede?

Chiaramente i problemi SERI li avremo nel post elezioni della Grecia se il braccio di ferro come sempre con la Germania non porterà a nulla di buono. Non posso negarlo. Il rischio di ritrovarsi con scene apocalittiche non si può escludere. Immaginate la scena. La Grecia rimarrebbe senza soldi (come detto sopra) in quanto privata da qualsiasi sostegno Europeo. La paura farebbe la differenza. Le banche sarebbero prosciugate completamente ed i depositi diventerebbero risibili. Lo Stato, come detto, sarebbe anche lui in default e allora…ecco che l’incubo diventa realtà. il Governo decide di tornare a stampare in fretta e furia Dracme. E così le famose Dracme, che alla fine i greci non vogliono, diventano la nuova moneta corrente per la Grecia.

E si creerebbe il precedente. E poi… e poi ci sarebbe da divertirsi. il rischio che il sistema dell’Eurozona si sfaldi come un ghiacciolo al sole diventa realistico. Effetto contagio e speculazione farebbero il resto. Gli effetti diventerebbero non devastanti ma INCONTROLLABILI (il che è peggio…).  E poi…meglio fermarsi qui…

Se però siete dei curiosoni, ecco il parere di BofA-Merrill Lynch su un eventuale uscita della Grecia dall’Euro. Ma sia ben chiaro, siamo nel ramo delle ipotesi…

Implications:

-On Greece: According to IMF estimates, in the first year of Greece’s departure from the euro-zone, the country’s GDP would fall by 10%, while real exchange rate would depreciate by 50% which in turn would boost inflation by 35%.

-On the euro-zone: GDP to contract by at least 4% as in the Lehman episode.

Contagion Risks:

-Deposit flight spreading from Greece to other peripheral European crisis.

-Concerns about exposures of european banks to the private sector in Greece aggravating funding pressures arising from deposit dynamics.

-Further reduction in peripheral government bond exposures by non-domestic investors leading to rising spread levels.

ECB Policy Responses:

2) For Greece: The ECB would terminate its repo operations channel to Greece (€109bn), and veto the emergency liquidity assistance channel (€60bn). The ECB might also decide to keep some liquidity lines open to avoid a bank run.

3) For the euro-zone: The ECB would commit to unlimited purchases of european sovereign bonds, cut rates to 0.50%, and renew its liquidity provisions (most likely in the form of expansion of the LTRO program, with lower rates).

Conclusioni

Io sono convinto che tutti stanno ad aspettare le elezioni e poi i colloqui successivi. E poi, dopo che si sarà trovato magari una vccordo col governo uscente (sconto sulle misure di austerity) ci si troverà a fine mese a Bruxelles. E lì…o si fa l’Europa o …si affonda.

Semplice no? E mi sembra assolutamente generoso il giudizio della Lagarde…

WASHINGTON – Meno di tre mesi, questo il tempo che Cristine Lagarde, direttrice generale del Fondo Monetario internazionale, dà alle istituzioni europee per salvare l’euro. Anche Lagarde, inoltre, invita i leader Ue a non eccedere nel rigore perché è serio il rischio recessione. (Source) 

Credo che tra tre mesi avremo le idee molto più chiare su cosa accadrà…

PS: In questi giorni la mia presenza sul blog è ridotta al lumicino per motivi, diciamo così, personali. Cerco comunque di condividere quanto possibile con la comunità che segue I&M .

STAY TUNED!

DT

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