OPEC: la mission contro lo shale oil sta dando i suoi frutti
Non c’è certo da sorprendersi per l’andamento del petrolio in queste ultime sedute.
Il nuovo rallentamento dell’oro nero è figlio sicuramente anche di un rallentamento globale, ma soprattutto dipende dalle news in arri dall’ultimo meeting OPEC.
Produzione “inchiodata” a 30 milioni di barili al giorno e questo volume non subirà tagli (a difesa del prezzo) per lo meno fino al 4 dicembre, in quanto c’è un obiettivo. Tagliare fuori i produttori di “shale oil” i quali, con questi livelli di prezzo del petrolio sono “fuori mercato” in quanto molto lontani dal cosiddetto prezzi di breakeven.
Dagli ultimi dati forniti da Bloomberg, risulta evidente che a seguito del crollo del prezzo del petrolio, la produzione dello shale oil è colata a picco. Esattamente come nel progetto del’OPEC. Quindi possiamo dire che la guerra del petrolio, con obiettivo di “ammazzare” la concorrenza dello shale oil anche a costo di rimetterci economicamente, senza però perdere quote di mercato, sta dando i suoi frutti.
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