OPEC: NO al taglio della produzione. E il petrolio crolla.

28 Novembre 2014 09:17

petrolio-quotazione-ribasso-opecGià mercoledì pomeriggio si era letto sulle intenzione dell’Arabia Saudita e delle cosiddette Monarchie del Golfo. La lobby del Medio Oriente ha avuto la meglio e quindi passa la linea “dura” che non va verso ad un taglio della produzione (per difendere il prezzo) e lascia che il mercato scenda, anche in preda alla speculazione. Quindi viene confermata la nuova politica dell’OPEC che non si basa più sul taglio alla produzione ma sulla libera fluttuazione del prezzo, al fine di limitare molti nuovi concorrenti (vedasi lo shale oil).
Il risultato è stato quasi ovvio anche se non si pensava nella velocità di discesa così elevata. Un clamoroso -6.50% ed una quotazione del petrolio che si avvicina ai minimi del 2010, scendendo addirittura sotto quota 70$.
Curiosa la frase con cui il Segretario Generale dell’OPEC ha commentato la decisione di non tagliare il prezzo del petrolio:

“Non cediamo al panico. Vediamo anzitutto come reagiranno i mercati. La flessione dei prezzi del petrolio non riflette alcun cambiamento strutturale”.

Certo, la speculazione avrà avuto un ruolo determinante nel brevissimo. Certo è che la pressione che si sta generando sui mercati potrebbe mettere in forte crisi, come già spiegato in passato, molti paesi produttori. A questo punto si resta in balia dei mercati e delle decisioni dell’OPEC, con uno spettro che aleggia sull’oro nero: la paura di un nuovo 2009, quando le quotazioni toccarono i 32 Dollari al barile. La cosa problematica è che il prossimo Meeting dell’OPEC è atteso a giugno 2015. Che fine faranno i paesi come Irak, Venezuela e Russia che avevano in budget un petrolio quotato in area 100 Dollari?

Grafico PETROLIO: WTI settimanale

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Intanto in ambito intermarket, il crollo del petrolio non poteva che trascinarsi dietro il CAD (per li shale oil) e la NOK (paese produttore), oltre che il RUB. Per la cronaca, si trattadi Dollaro Canadese, Corona Norvegere e Rublo russo.  due valute fortemente vendute a seguito dell’OPEC. E a festeggiare dovrebbero essere i paesi consumatori. Come l’Italia tra le altre cose. Ma con le accise che ci ritroviamo, riusciremo ad accorgercene?

Petrolio vs CAD, RUB, NOK

petrolio-cad-nok-rubE l’Euro? ciome spiegato qualche giorno fa, ha seguito il movimento con un ulteriore indebolimento. Oramai tutti tendono a ritrovarsi con un WTI a 60$/bar, un tonfo che riporterebbe le quotazioni al 2009. Nulla è impossibile.

STAY TUNED!

Danilo DT

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