Oslo e Utoya: persino la Norvegia è nel terrore

Non voglio fare terrorismo psicologico, ma non posso veramente negare tutto il mio sdegno e la mia preoccupazione per quanto è successo ad Oslo ed Utoya.
Da tempo sono convinto dell’aumento su scala globale del rischio sistemico e sociale che, a causa delle condizioni economiche in deterioramento e di un tessuto sociale ormai decadente, non potrà che progredire. Ma tutto pensavo fuorchè ci trovassimo oggi a dover parlare di uno “pseudo doppio attentato” nell’indipendente e ricca Norvegia. Un paese che grazie al suo petrolio gode di grande ricchezza ed indipendenza.
Ma a quanto sembra tutto il mondo è paese. Tramontata la pista islamica, la polizia punta tutto su un singolo colpevole. Ovvio, non posso escludere che si tratti anche di una mossa per mantenere calme le masse che, per la prima volta, toccano con mano il terrore.
Cresce drammaticamente di ora in ora il numero delle vittime della doppia azione terroristica di cui ieri sono stati oggetto il cuore di Oslo, dove una bomba ha devastato la sede di un tabloid nei cui pressi sono anche l’ufficio del premier e alcuni ministeri, e sull’isola di Utoya, a circa 40 chilometri dalla capitale, dove un uomo travestito da poliziotto ha radunato i giovani del camp estivo del partito laburista per poi fare fuoco su di loro. Il giorno dopo, tramonta la pista islamica. Secondo la polizia, di entrambe le azioni è responsabile un solo uomo, già arrestato: Anders Behring Breivik, 32 anni, “cristiano fondamentalista” vicino ad ambienti dell’estrema destra. Stoltenberg: “Attacco alla nostra ‘società aperta’” (Source)
La bomba ad Oslo
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Un testimone ad Utoya
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Complotto? Al Qaida? Estremismo politico?
Roma, 23 lug. (TMNews) – Anders Breivik, 32 anni arrestato dalla polizia, è ritenuto responsabile di entrambi gli attacchi messi a segno ieri a Oslo e nell’isola di Utoya, costati la vita a 91 persone. Ieri alcuni testimoni avevano riferito di aver visto nel centro di Oslo, poco prima dell’esplosione, un uomo che corrispondeva alla descrizione di Breivik. Oggi la polizia ha riferito di “aver ragione di ritenerlo responsabile dei due episodi”. La Norvegia è stata colpita al cuore da un duplice attacco. Il premier norvegese Jens Stoltenberg ha definito una “tragedia nazionale” gli attentati. “Mai, dopo la Seconda guerra mondiale, il nostro Paese è stato colpito da un crimine di simile entità”, ha dichiarato Stoltenberg in conferenza stampa.
Se ancora non è chiara la dinamica dell’attentato nel cuore della capitale norvegese, costato la vita a sette persone, i sopravvissuti alla carneficina di Utoya hanno invece raccontato come Breivik sia riuscito a uccidere tanti ragazzi, riuniti sull’isola per un campo estivo del partito laburista. Vestito da agente di polizia, “è sceso dalla macchina e ha mostrato i documenti. Ha detto che era stato mandato per controllare le misure di sicurezza, che era un controllo di routine dopo l’attacco terroristico di Oslo”, ha raccontato una delle guardie del campo, Simen Mortensen, al quotidiano norvegese Verdens Gang. Breivik è quindi andato tra i ragazzi e ha fatto loro cenno di avvicinarsi, aprendo poi il fuoco.
Alcuni sopravvissuti hanno raccontato di essersi avvicinati a Breivik perché rassicurati dalla sua uniforme e di essere corsi da lui a un suo cenno. Un testimone, Dana Berzingi, ha dichiarato che diversi ragazzi “fingevano di essere morti per sopravvivere”, ma dopo averli colpiti una prima volta, l’uomo sparava loro alla testa per assicurarsi che fossero morti. “Ho perso tanti amici”, ha aggiunto Berzingi. Un’altra testimone, Elise, 15 anni, ha raccontato che l’uomo ha aperto il fuoco anche contro quelli che avevano cercato di mettersi in salvo tuffandosi in acqua.
Breivik è stato arrestato sull’isola e il suo appartamento a Oslo è stato perquisito. Stando alle prime informazioni diffuse dalle autorità, sarebbe vicino agli ambienti dell’estrema destra xenofoba e sarebbe stato definito un “fondamentalista cristiano” dalla polizia. Breivik lavora in un’impresa agricola a Rena, nella zona orientale della Norvegia, e questo potrebbe avergli consentito di maneggiare grandi quantitativi di fertilizzante, usato spesso per fabbricare ordigni esplosivi. Gli inquirenti norvegesi stanno ancora cercando di identificare il tipo di esplosivo usato a Oslo.
“E’ un incubo”, ha aggiunto il premier laburista evocando “la paura, il sangue e la morte” negli occhi dei ragazzi che partepivano al campus estivo della gioventù laburista. I figli del premier erano fra i 560 partecipanti al campus estivo organizzato dal partito Labour sull’isola di Utoya, scrive oggi il quotidiano britannico Times. Il premier, che era atteso sull’isola per pronunciare un discorso ai giovani laburisti, si recherà sul luogo della strage.
Un pensiero di solidarietà per la Norvegia, alle famiglie e alla popolazione. Speriamo che questo pazzo pazzo mondo non stia andando verso l’autodistruzione. Stanno succedendo cose mai viste. Non posso negare la mia personale preoccupazione per un futuro che è sempre più infarcito di incertezza, follia e insicurezza. Scusate l’OFF TOPIC ma questa vicenda mi ha colpito veramente molto.
STAY TUNED!
DT
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