Ottimismo ed eccessi: quanto sconta il mercato

In una fase dove la volatilità è molto bassa, gli spread sui corporate e gli High Yield non fa altro che stringersi, è lecito pensare che il mercato viva una fase di grande ottimismo. I rischi non vengono considerati, la strada della crescita economica è vista in discesa. Tutto diventa persin troppo semplice. A parte qualche piovasco, le borse vanno sempre su, fare soldi è facile e nemmeno troppo rischioso. Fare Carry Trade, quindi, conviene.
Ma la storia insegna che quando c’è l’eccesso di ottimismo, voler rischiare (anche se il mercato sembra voler dimenticare il significato della parola “rischio”) diventa quanto mai pericoloso.
In un post dove viene ripresa un’analisi di Société Générale hanno recentemente tradotto graficamente, in un report, tale parametro, prendendo come riferimento alcuni elementi molto interessanti.
Partiamo dalle previsioni fatte e dagli analisti

L’ottimismo degli analisti è evidente ed eccessivo. Tanto che addirittura in SG c’è chi azzarda un’ipotesi…

Secondo questo grafico, ormai siamo arrivati al turning point, dove è meglio privilegiare i bonds (2&4) anziché l’equity: percorso inverso ai punti 1&3.
L’ottimismo è il profumo della vita… ma è anche l’arma più subdola che i governi stanno usando per dare fiducia ad un mercato che, secondo me, la fiducia non la merita proprio…
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DT
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