Parola d’ordine: fuggire dall’incertezza

Ed eccomi qui… tornato tra di voi dopo una beve vacanza passata con la famiglia. Un po’ di relax sempre con l’orecchio teso ai più importanti flash su politica, economia, guerre e quant’altro.
E facendo la somma delle parti, penso di poter dire che…alla fine mi sono perso abbastanza poco.
Sponda BCE, viene mantenuta la “forward guidance” addirittura con possibilità espansive. Mentre sponda FED, la confusione regna sovrana. Da più parti si giura la partenza della plurinominata fase di tapering, mentre molti altri (ed io sono tra questi) sono convinti di un rinvio del processo almeno per qualche mese. Diciamo fine anno.
I dati usciti in questi ultimi giorni, alla fine della fiera, ci hanno illustrato un tessuto economico USA in deterioramento e comunque meno tonico del previsto. E allora tutti puntano su una prosecuzione della cura di cortisone a base di acquisti, 85 miliardi di USD che forse, tanto per dire “siamo partiti”, verranno limati ad 80 per fare un esempio, senza cambiare la sostanza delle cose.
Quindi io non mi aspetto dal vertice del 17 e 18 settembre della Banca centrale USA una vera e propria inversione di tendenza.
Nel frattempo però attenzione. Come ben sapete le variabili geopolitiche sono di primaria importanza e possono cambiare enormemente lo scenario di mercato. La potenziale guerra in Siria, che alla fine è uno scontro “new style” tra USA e Russia, non potrà NON portare incertezza.
Ed è questo il nemico numero uno che si vuole combattere ed evitare. L’incertezza. Perché con l’incertezza l’aumento di volatilità diventa “matematico”, con tutto ciò che ne consegue.
Ma non fate l’errore di pensare solo ed esclusivamente alle borse. Qui si parla di destabilizzare il sistema.
Tutto il mercato è legato da un filo conduttore “speculativo”, un castello di carta che se crolla, crolla tutto. Quindi non solo borse in discesa, ma anche bond che oscillano paurosamente, commodity che decollano, Dollaro USA che funge da safe haven.
E poi, anche se la cosa vi farà sorridere, c’è la questione Italia. Ma deve far sorridere fino ad un ceto punto.
Alcuni giorni fa c’è stata a Cernobbio il consueto meeting “TEH Ambrosetti”.
Tra i vari personaggi presenti è stata fatta la domanda: “cosa la spaventa più di tutto in questo periodo”?
Ebbene, incredibile dirlo, ma il tema più preoccupante è…la FED? La BCE? O meglio la Guerra? Nossignore, è l’Italia, vista come rischio latente a causa di una politica nuovamente sul filo del rasoio.
Secondo il mio discutibilissimo parere, la paura più grande resta, oltre ovviamente all’imprevedibile esito della questione Siria, la gestione della politica monetaria da parte delle banche centrali.
Chi mi conosce da più tempo, sa benissimo che io temo il giorno in cui il mercato si renderà conto che le Banche Centrali, che fino ad oggi hanno “pilotato” economie e mercati nelle direzioni a loro più congeniali, perderanno il CONTROLLO della situazione.
Non so se avete mai provato ad immaginare cosa comporterebbe tutto ciò. Se non lo avete mai fatto…provateci…e vi renderete conto che l’effetto domino che ne potrebbe derivare potrebbe essere dirompente. Troppo catastrofista? Forse sono solo timoroso in modo eccessivo. Ma senza ombra di dubbio la leva finanziaria ed i derivati potrebbero essere quella benzina su un fuoco che le stesse banche centrali non saprebbero come andare a spegnere.
E quando questo potrebbe succedere? Forse al meeting di settembre della FED, o forse mai. E chi lo può dire… Comunque sia, dagli USA qualcuno si sta già muovendo prendendo le dovute precauzioni…
Mah…visto il clima che si sta creando sui mercati, quasi quasi me ne torno in vacanza…
STAY TUNED!
DT
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