PETROLIO: da backwardation a contango. Fine della discesa?
OPEC: taglio imminente a sostegno delle quotazioni. Ma anche le scadenze dei future lasciano qualche segnale di ripresa.
Anche se quasi in sordina, il grande protagonista delle ultime settimane non è stato il mercato azionario, bensi il mondo delle commodity.
Mi riferisco ovviamente al petrolio, sia in versione WTI che Brent. Oro nero che è semplicemente collassato nelle ultime sedute, ogni qualsiasi pessimistica previsione, sopratutto per la velocità con cui il movimento correttivo si è concretizzato.
Roma, 13 nov. (askanews) – Non si arresta la caduta delle quotazioni del petrolio. Soltanto oggi l’oro nero accusa uno scivolone di quasi il 7%. Il Wti accusa un tonfo a poco oltre i 55 dollari al barile mentre il Brent arretra di 5 dollari a 65,03. Il sell-ogg sul greggio continua e non mostra segnali di frenata. Un calo che si protrae da ben 12 sedute consecutive durante le quali le quotazioni mostrano un calo che sfiora il 30%. Era dagli anni ’80 che il petrolio non subiva una tale flessione dei prezzi. Oggi ad alimentare la nuova ondata di vendite è stato il rapporto mensile Opec che segnala un rallentamento dei ritmi di crescita della domanda indicando un volume inferiore di 40mila barili al giorno rispetto all’ultima stima.
Motivazioni tecniche e fondamentali, compreso anche un ormai conclamato rallentamento globale, e quindi c’è poco da aggiungere, se non che nelle ultime ore qualcosa è cambiato.
LONDON, Nov 14 (Reuters) – Oil rose on Wednesday, recouping some of the previous session’s slide, on the growing prospect of OPEC and allied producers cutting output at a meeting next month to prop up the market. Prices rallied towards $67 earlier in the session after Reuters reported OPEC and its partners are discussing a proposal to cut output by up to 1.4 million barrels per day (bpd), a larger figure than officials have mentioned previously
Si sta quindi iniziando a ragionare su quello che potrebbe essere il salvagente che va a frenare la caduta del petrolio, ovvero un taglio di produzione del cartello dell’OPEC.
Tutto nella norma ma andiamo oltre, perchè queste cose le dicono tutti i siti.
Proviamo invece a mettere a confronto la curva FUTURE del brent di oggi contro quella di fine settembre.
La differenza tra le due curve è lampante.
Se a settembre la configurazione era “backwardation” con prezzi spot ben maggiori dei prezzi a termine, oggi la curva diventa contango, quantomeno nella prima parte, con prezzi spot bassi e (marginali) rialzi per le prossime scadenze. Segno che ormai dovremmo aver raggiunto il fondo, questo analizzando l’operatività di chi, teoricamente, ha anche guidato questa fase speculativa.
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