PIL Italia: dati, composizione e previsioni

23 Dicembre 2011 11:20

In questi giorni, parlando della crescita economica italiana che NON esiste, ci domandavamo tutti che fine avessero fatto i dati dell’ISTAT sul nosto PIL del terso trimestre del 2011. La motivazione sembra di natura tecnica: è infatti imputabile (così ci riferiscono) all’adozione da parte della stessa ISTAT della nuova classificazione delle attività economiche Ateco 2007.

Prendiamo atto della cosa. Ma andiamo ai fatti. Nel terzo trimestre  2011 il PIL reale, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è diminuito dello 0,2% t/t, mentre risulta in rialzo dello 0.2% a/a. Tutte le componenti della domanda interna sono risultate in diminuzione. Le importazioni si sono ridotte dell’1,1% t/t, mentre le esportazioni sono cresciute dell’1,6% t/t, per un contributo alla crescita del Commercio netto con l’Estero dello 0.8%. La domanda nazionale al netto delle scorte ha sottratto 0,4% (-0,1% i consumi privati, -0,1% la spesa pubblica e -0,2% gli investimenti).

Anche la variazione delle scorte ha contribuito negativamente alla crescita (-0,5%). Andamenti congiunturali negativi si rilevano per il valore aggiunto dell’agricoltura (-0,9%) e dell’industria (-0,1%), mentre per i servizi è rimasto stazionario. Le attese sono per crescita negativa anche in Q4 (probabilmente peggiore di quanto visto in Q3), segnando quindi una recessione tecnica per l’Italia nella seconda metà 2011.
Infatti, la domanda domestica si indebolirà ulteriormente per effetto delle diverse manovre di austerità, mentre la domanda dall’estero risentirà dell’atteso rallentamento globale. (Source: Banca Aletti)

PIL Italia: analisi dei vari componenti (Courtesy from Aletti Bank)

Brutto dirlo ma tutto è andato come previsto e anche le previsioni per il futuro si allineano con la nostra view. Austerity time e non poteva essere diversamente, con forti implicazioni sulla crescita economia e sui consumi.

Insomma….tempi duri…
La sfida, come ormai detto innumerevoli volte, si farà sulla crescita economica. Ma se si investe poco, si taglia tanto e si aumentano le tasse, nemmeno Harry Potter con un colpo di bacchetta magica potrebbe fare la magia. Perché di magia si deve trattare. A meno che la matematica diventi un’opinione. Va bene, è Natale, però occorre essere realisti. E la realtà purtroppo ci suggerisce di non pensare all’economia italiana, almeno per questi giorni di festa…

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DT

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