PIMCO: può diventare un rischio sistemico?
L’uscita di flussi finanziari continua copiosa dagli ex fondi gestiti da Bill Gross. PIMCO corre ai ripari e cerca di convincere gli investitori a restare. Oltre alle vendite che possono anche creare volatilità, c’è un importante problema da non sottovalutare: ovvero i derivati.
Su PIMCO avrete già letto molto. Anche perché la notizia della partenza di Bill Gross, con dimissioni che comunque, occorre sottolinearlo, hanno anticipato la medesima richiesta ma da parte della stessa società, non è certo cosa di poco conto.
A parlare sono i volumi della società che se ne stanno andando altrove. Nella giornata di lunedì 29 settembre l’ETF a gestione attiva che era gestito dallo stesso Bill Gross ha visto deflussi per 446,5 milioni di dollari, pari al 12,5% del totale delle masse gestite, un volume non proprio indifferente, facendo scendere le masse gestite dall’ex prodotto diretto da Gross a 3.1 miliardi di USD, aggiungendosi ai deflussi ghèà in essere da mesi (visti gli scarsi risultati).
Arrivano le bocciature anche dalle società che danno i rating ai fondi, nella fattispecie MorningStar, che fa downgrade e passa il fondo Total Return da Gold a Bronze (resta comunque un rating MOLTO elevato).
La società recentemente ha chiamato tutti i principali investitori, tra cui diverse case d’affari, per convincerli che tutto è come prima, anzi è anche meglio. Si temono ulteriori deflussi di capitali. Visto che da venerdi la cifra tolta dalle gestioni di PIMCO è pari a 10 miliardi di USD, qualche misura bisogna pur prendersela. Anche perché grosse masse rischiano di avere anche effetti destabilizzanti. Saranno forse felici le altre società di gestione (Janus in primis) ma per i mercati, il via vai di bond rischia di aumentarne la volatilità e di creare un mercato destabilizzato. Ma il problema è, secondo il mio parere, ancora un altro.

Come forse già sapete, la SEC sta conducendo un’indagine ormai da mesi sui fondi gestiti da Gross. Potrebbero esserci, per farla breve, delle accuse legate alla valutazione di alcuni asset all’interno dei fondi. In parole povere, forse certi asset non erano valutati, all’interno del NAV, al valore corretto, drogandone quindi il valore.
Un altro caso Madoff? Nulla si può escludere, anche se io non penso proprio che ci si arrivi a questi livelli. Innanzitutto, una volta scoperte le carte dalla SEC, potrebbe esserci un danno reputazionale per tutto il mondo del risparmio gestito. Ma soprattutto, se ci fosse sotto qualcosa di POCO piacevole, senza raggiungere i livelli del caso Madoff, e se scattassero sul mercato una serie di richieste di rimborsi, potrebbe succedere , come detto prima, che il mercato non riesce a “digerire” i titoli venduti per carenza di compratori. E coi titoli, NOTA DOLENTE, potrebbe essere necessario liquidare certe posizioni sui derivati. Ora, voi sapete benissimo (riprendendo i tanti post pubblicati dal sottoscritto) la massa allucinante di derivati presenti nel mondo finanziario. Se capitasse che fossimo in presenza di un evento tanto inatteso quanto destabilizzante, siamo certi che tutti i pacchetti di derivati “smontati” siamo liquidabili ed esigibili?
Ora forse capite il motivo per cui si vocifera la possibilità addirittura di un intervento direttamente della FED, un po’ in stile AIG. E se la FED dovesse mai intervenire, allora significa che il bubbone è veramente degno di nota.
STAY TUNED!
