QE TO INFINITY: la BOMBA finale di DRAGHI

12 Settembre 2019 22:52

E alla fine in grande giorno è arrivato. Anche se ormai c’è poco da immaginare, ma restava comunque interessante sentire se Mario Draghi, nella sua ultima uscita, riusciva ancora una volta a stupire i mercati. E per certi versi ci è riuscito.
Per carità, nulla di stravolgente come avrete letto e sentito.
Una manovra ad ampio raggio che interessa tutti gli strumenti di politica monetaria che mi possono venire in mente. Partendo dal semplice tasso fino ad arrivare alla manovre NON convenzionali quali forward guidance, rifinanziamento bancario a lungo termine, acquisto di titoli privati e pubblici (QE Europeo), misure a sostegno degli utili bancari.
Quindi un sostegno alle banche e questo di certo non farà piacere a molti.

Mario Draghi non delude le attese del mercato, rilanciando il Quantitative easing, appena 10 mesi dopo la sua conclusione, nel dicembre 2018, con acquisti di titoli di Stato e obbligazioni corporate per 20 miliardi al mese, a partire dal 1° novembre, e un ulteriore taglio ai tassi di deposito, che scendono a -0,50% dall’attuale -0,40. Invariati invece il tasso chiave, a zero, e il tasso di rifinanziamento marginale, allo 0,25%. (…) Ma per mitigare gli effetti collaterali sulle banche la Bce introduce anche una sistema a due strati per la remunerazione delle riserve, nella quale parte della liquidità in eccesso delle banche sarà esente dai tassi negativi sui depositi. (…)

20 miliardi

al mese senza una scadenza, finchè le condizioni dell’inflazione non miglioreranno sfiorando il 2%. Ma non solo. Visto che l’Europa sta cadendo nel limbo, causa rischi recessione e protezionismo, bisogna sostenere la crescita con tutte le armi a disposizione.

(…) Ma per mitigare gli effetti collaterali sulle banche la Bce introduce anche una sistema a due strati per la remunerazione delle riserve, nella quale parte della liquidità in eccesso delle banche sarà esente dai tassi negativi sui depositi. La decisione presa oggi con il pacchetto di misure riflette un’inflazione che continua ad essere al di sotto dell’obiettivo del 2%, e «le informazioni in arrivo», ha detto Draghi, «indicano una debolezza dell’economia dell’Eurozona più protratta, importanti rischi al ribasso e un’inflazione debole». (…) [Source

E allora che succede? Quello che ipotizziamo da tempo immemore. Tassi a zero per un tempo indefinito, per sostenere l’economia, per evitare il default di tante aziende, per cercare di stimolare uno zombie che quasi non cammina più. Ma state pur certi che questo servirà ad un PIFFERO se non sarà accompagnata da stimoli fiscali. Già,
bella storia, stimoli fiscali quando la coperta è corta. Come la mettiamo?

QE: 20 miliardi al mese per…quanto?

E poi il QE. Un Quantitative easing da 20 miliardi al mese da NOVEMBRE 2019 che si muove proprio nelle logiche che pensavamo. Acquisti di corporate, presumo anche a piene mani i titoli bancari, proprio perché sono le banche un problema che continua ad affliggere la BCE. Comprando bond bancari anche il loro tasso di rinnovo diventerà risibile ed i costi per le stesse scenderanno. Per quanto tempo? Finchè ce ne sarà bisogno. E io aggiungo: per molto tempo, a meno che la situazione scappi di mano.

GOD save the BANKS!

Infine per salvare i bilanci delle banche, nasce un sistema innovativo, definito “Two-tier” dove la liquidità in eccesso detenuta dalle banche sarà esente dal pagamento del tasso d’interesse negativo sui depositi presso la banca centrale.
E poi c’è il TLTRO III di cui ho già parlato.

BANCHE CENTRALI europee a confronto

Il piano ora è chiaro a tutti. Ed anche Trump lo ha capito. Dure le sue critiche.

Ovvio, non poteva essere altrimenti, tutto è mirato a far crescere l’Europa e non direttamente gli USA e quindi il buon Donald si preoccupa e, anzi, fa persin di più.

(…) «Su richiesta del vicepremier cinese, Liu He, e per il fatto che la Repubblica popolare cinese celebrerà il suo 70esimo anniversario il primo ottobre, abbiamo concordato, come gesto di buona volontà, di spostare l’aumento delle tariffe su 250 miliardi di dollari di merce cinese (dal 25% al 30%) dal primo ottobre al 15 ottobre», ha twittato Trump. (…) [Source

Ora la parola passa alla FED che sicuramente subirà le giuste pressioni politiche da parte del Governo USA. Riusciranno a mantenere la loro stoica indipendenza? Tranquilli, l’hanno già persa da un bel po’.

PS: mi chiedere se queste manovre saranno efficaci? Secondo me si, quantomeno sui mercati finanziari. E sull’economia reale…. Beh, già le precedenti hanno portato benefici relativi. Intanto però ognuno deve capire COME sfruttare la situazione, finchè si può.

STAY TUNED!

Danilo DT

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