Rally dei mercati: importante la lettura del TIMING
Il mercato è bullish. E questo non si discute. Vedendo le performance dei mercati, tutti sono incentivati a non “perdere il treno”. Cavolo! Sale sempre ed ormai siamo fuori dalla crisi!
In realtà dal punto di vista psicologico è normale voler seguire la tendenza soprattutto PROPRIO quando ormai il trend è maturo e si prepara alla correzione. Quindi vendere tutto? No, perché può ancora salire…
Ma dove sta il problema? Il problema è molto semplice: si chiama TIMING.
Chi segue il blog sa benissimo che io sono sempre stato molto prudente su questo rally guidato ed alimentato soprattutto con la benzina prodotta dalle banche centrali. Però è indiscutibile un fatto, anzi due.
1 – Il primo, se il mercato sale è perché “ha ragione lui” e metterci contro in modo testardo può solo portarci a delle perdite.
2 – La seconda invece è una delle “regole auree” che più volte ho illustrato sul blog. In origine era un detto dedicato alla banca centrale USA. Oggi però deve essere allargato a tutte le banche centrali, vista anche la guerra valutaria che ormai imperversa sui mercati finanziari. Il detto è “don’t fight the FED”. Mai sottovalutare la potenza delle banche centrali. Però questa forza non può durare all’infinito. E proprio come ho detto in un post di ieri, anche nel 2007 eravamo drogati dalla politica monetaria di Greenspan.
Ma ora che tutti comprano…
Un’altra vecchia logica è che occorrerebbe comprare quando tutti vendono e viceversa. Ma stavolta è poi così diverso? In questo post voglio illustrarvi qualche curiosità importante ed interessante che potrebbe aiutarvi a meglio comprendere il momento storico di mercato che stiamo vivendo.
Tanto per cominciare alcuni numeri che riprendono la frase prima detta. Forse in pochi sanno che il più grande afflusso di denaro in fondi azionari, ETF e quant’altro ci fu proprio in concomitanza della bolta del Nasdaq. Era l’anno 2000 e ci fu uno spostamento di denaro enorme in queste asset class pari a 54 miliardi di USD e nel mese di gennaio 2013 siamo arrivati ad una cifra “monstre” pari a 55 miliardi di USD (dati Goldman Sachs). Questo grafico vi illustra la grande progressione e lo spostamento verso l’equity. Ricordate? Ne ho parlato in passato, si tratta della “Big Rotation” (CLICCATE QUI).
Il denaro si sposta sull’azionario…

Una Grande Rotazione che ha portato il mercato in una fase di euforia e di forte ipercomprato. Eccovi qui sotto le fasi di un mercato bullish con un grafico che vi mette in mostra DOVE oggi ci troviamo.
Le fasi del Bull Market

Ma le stranezze iniziano ad affiorare proprio anche guardando i fondamentali. Sembra che il “cavallo non beva più”, ovvero l’economia non riesca più a digerire la carta stampata dalle banche centrali e quindi inizi una frenata. Ma non ve lo dico io, è il mercato stesso che ce lo ricorda.
Nel secondo trimestre arriva sempre la frenata

Tanto per cominciare riprendiamo un secondo il discorso statistico e analizziamo la stagionalità del mercato. Tanto per cominciare, a casa dell’evoluzione del mercato, dobbiamo abituarci a cicli molto più brevi rispetto ad una volta, ed anche più rapidi. Ed in questi cicli, è visibile un rallentamento delle condizioni economiche proprio a partire dal secondo trimestre. Qui sopra vi ho riportato il grafico delle “sorprese macro” USA. Come vedete, ci stiamo avvicinando nel momento del rallentamento. Ma non solo.
Se poi andiamo a paragonare il nostro CESI Index, ovvero il Citigroup Economic Surprise Index, notiamo ovviamente che c’è una conferma di quanto sopra detto, ma notiamo anche che il mercato sta stranamente divergendo da questo indice. Cosa molto molto strana, in quanto i mercati DEVONO rispecchiare le aspettative economiche e se queste sono riviste in negativo, come mai le borse continuano a salire?
Grafico CESI Index vs SP 500

Probabilmente è tutta cola della “grande rotazione” di cui dicevamo prima. Ma facciamo attenzione, che anche questa volta, a prendere posizione in questa parte finale di trend sono i piccoli risparmiatori, come nel 2000. E poi…chi si ricorda come andò a finire? E nel 2007?
Bene, credo che i numeri per farvi ragionare ci siano tutti. Non credo sia saggio vendere tutto e subito. Credo invece sia corretta sapere come stanno le cose e SOPRATTUTTO essere pronti.
Se so che piove, mi prendo l’ombrello, male che vada non lo uso. Ma se non so che potrebbe diluviare, il rischio che poi mi inzuppo di acqua, è decisamente elevato.
Ora avete capito che l’ombrello è quantomeno consigliato.
STAY TUNED!
DT