Releveraging: ritorna l’illusione di una nuova fase di crescita economica

9 Marzo 2011 10:30

Quante volte abbiamo contestato Bernanke su questo blog. Centinaia, forse migliaia! Negli oltre 3670 post scritti finora (cavolo, Intermarketandmore se stampato completamente diventerebbe un librone spessissimo!) ben poche volte il sottoscritto o chi per esso è sceso a difendere il buon Ben, patron della Federal Reserve e banchiere potenzialmente catalogabile come il più potente al mondo. Potenzialmente, in quanto poi, come abbiamo visto, chi comanda è un pugno di banchieri che hanno il dominio assoluto della finanza globale, ormai globalizzata e costretta a subire le minacce delle big bank che sono “too big to fail” ma che sono anche troppo potenti politicamente in pieno contrasto con il ruolo che invece dovrebbe loro competere.

Il grosso errore di Bernanke è stato secondo noi (uso il plurale in quanto so benissimo che anche Gremlin e Mattacchiuz sono d’accordo con me) il NON nazionalizzare diverse banche USA, mandando a casa (meglio in prigione…) quei banchieri che non solo hanno rovinato la finanza globale, ma che hanno “costretto le banche centrali” a salvataggi repentini (vedasi l’acquisto di titoli tossici, per esempio) scaricando sul sistema buona parte del letame generato negli anni, per poi tornare a fare utili spaventosi.
In merito invece alla politica monetaria, ribadisco quanto ho già detto in passato. So che la cosa non sarà molto popolare ma poco importa. Io dico la mia e poi chi vorrà, potrà dire la sua nei commenti.

FED: obiettivo numero uno è sempre la CRESCITA

Non dimentichiamo mai che Bernanke svolge un ruolo. E questo ruolo è quello del capo della FED, la quale ha una priorità: la crescita economia.
Rispetto ad esempio al nostro Trichet (che ha come priorità la lotta all’inflazione) lui deve innanzitutto cercare di portare benessere facendo crescere l’economia ed i consumi.

Bernanke, per chi non lo sapesse, è un personaggio tutt’altro che stupido. Infatti è probabilmente uno dei più profondi conoscitori della grande crisi del ’29 e di tutte le altre crisi finanziarie. La sua politica monetaria, decisamente spavalda ed aggressiva, diventa però quasi logica se analizzata nel suo complesso. Stimolare al massimo l’economia con manovre di politica monetaria convenzionale o meno (dal taglio dei tassi fino appunto al quantitative easing) mantenendo alta la fiducia (manipolazione di dati macro, anche se non di tutti, vero Mattacchiuz?) e cercando di stimolare i consumi.
Se guardiamo gli ultimi dati macro (vedasi PIL) non possiamo certo negare che gli USA hanno ricominciato a correre. Il tutto dopo un periodo veramente buio, dove addirittura Mr Smith non solo non consumava più e faceva il possibile per diminuire i suoi debiti (deleveraging) ma addirittura si era messo a risparmiare! Cose mai viste! Oggi qualcosa sta cambiando. Tornano imperiosamente i consumi, diminuisce nuovamente il tasso di risparmio e, notate bene, ci si torna ad indebitare. Ebbene si, si riparte con una nuova fase, che possiamo definire di Releveraging.
Quindi tutto bene? Si torna alla normalità? Crisi finita?

Questo è quanto si potrebbe pensare e quanto vogliono farci credere. Il problema però sta nel fatto che per far stare in piedi questo scenario, non si doveva costruire sulla sabbia una ripresa che, ahimè, prima o poi dovrà fare i conti con i venti della realtà economica.


Infatti, nella logica macroeconomica, questo scenario dovrebbe essere accompagnato da una crescita economica forte, una disoccupazione nuovamente a tassi di normalità (4-5%), il tutto condito da molti altri fattori che dovrebbero permettere alla FED di fare quella benedetta e tanto discussa exit strategy, ovvero andare a ritirare dal mercato tutti quegli stimoli con cui si è alimentata e sostenuta la ripresa.

Peccato che…

Peccato che l’exit strategy è impensabile, in queste condizioni, peccato che il tasso di disoccupazione è ufficialmente all’8.9% (ma il realtà è molto più alto), che il debito pubblico/PIL degli USA è al 100%, che la FED per salvare le banche ha in pancia miliardi di dollari di titoli spazzatura creati appunto dal sistema bancario per speculare, titoli che oggi sono quindi in pancia ad enti governativi (e quindi accollati alla popolazione), che le banche sono tutto fuorchè sane, che la leva finanziaria (soprattutto in Europa) degli istituti di credito è ancora troppo elevata, che l’inflazione sta salendo, che il denaro finora messo in circolo non destava preoccupazione ma la velocità di circolazione del la moneta sta lievitando e si rischia di perdere il controllo della situazione, che il sistema bancario ha una fame di liquidità che voi non vi immaginate, che il caro-derrate alimentari sta creando nel mondo un numero notevole di sommosse popolari destabilizzanti, che la speculazione sui mercati non viene combattuta come invece si dovrebbe fare (la storia non insegna nulla vero?), che alla fine chi comanda è lo stesso pugno di banchieri che ha mandato il mondo a ramengo e che in futuro lo metterà definitivamente in ginocchio, che la sperequazione economica diventa sempre più netta, con i ricchi sempre più ricchi ed i poveri sempre più poveri, con il rischio estinzione della classe economica media…
Mi fermo qui…anche se l’elenco potrebbe essere ben più corposo.
Tornando a Bernanke, quindi, possiamo solo dire che il compitino lo sta facendo quasi da manuale, se vogliamo valutare il suo operato come presidente della FED e stimolatore dell’economia. Peccato però che la sua missione è zoppa. E un bel giorno, quando avrà finito le cartucce, ci sarà da ridere….

Releveraging: non solo negli USA

Un ultimo appunto. Se parliamo di releveraging, occorre anche menzionare lo stato della leva finanziaria privata e del releveraging anche nel vecchio continente. Via FT abbiamo al conferma che proprio per l’Europa si possono presentare scenari molto difficili. Non solo c’è un eccesso di leva finanziaria nel settore privato

ma per la maggior parte questa leva finanziaria è a tasso variabile

Domanda: cosa potrebbe succedere se l’inflazione inizia a galoppare? E cosa succede se la prima citata crisi di liquidità nel sistema bancario non trovasse più il sostegno della BCE? Cosa succede se la BCE iniziasse ad alzare in modo repentino i tassi di interesse? Magari qualcuno dovrebbe fare mente locale anche a questi fattori…o sbaglio?

STAY TUNED!

DT

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