Report Italia: per Mediobanca molto è cambiato, nulla è cambiato

24 Giugno 2013 09:15

Come nel 1992 grande crisi economica e politica. E il default con la ristrutturazione del debito (haircut) non è poi così impossibile. But…Italy is “too big to fail”

Il week end è stato caratterizzato, oltre che da un tempo nuovamente variabile, anche dagli strascichi di quel report Mediobanca che sta girando in rete, che ovviamente sarebbe dovuto essere riservato e che invece oggi è alla portata di tutti.
Questo report, redatto dalla filiale londinese della nota holding bancaria italiana, non è certo tenera nei confronti del Bel paese.

Ecco come inizia il report in oggetto…

A lot has changed, nothing has changed – déjà vu of 1992

Italy’s investment case seems a revival of 1992, when a political and macro crisis forced it to devalue the Lira and exit the EMS with €140bn austerity and disposal. Debt service was 12% of GDP then versus 6% now but current macro situation is worse and devaluation is no longer an option. Hence it cannot be ruled out Italy having to apply for an EU bailout. The 250 bps spread tightening since the Nov 2011 peak merely shows the market’s reward for monetary news from Frankfurt (LTRO, OMT), NY and Tokyo (QE) rather than for political news from Rome. Argentina’s default risk, a possible bailout of Slovenia, more macro pain, unplugging of QE, German court issues on OMT, a lack of delivery from Letta could all lead to spread widening again, in our view.

Quindi per Mediobanca molto è cambiato, nulla è cambiato. Un deja vu di quanto è successo nel 1992 quando una crisi economica e politica, ha affondato la nostra economia e con una dose di speculazione, fummo costretti a svalutare la nostra Lira.
Oggi siamo messi male come allora, secondo Mediobanca, con la differenza che NON possiamo svalutare.
E non possiamo certo negare che i problemi a livello internazionale manchino. Anche nella nostra Eurozona.
Ovviamente i riferimenti per il Governo Letta sono evidenti: o l’Italia ritrova la strada dela crescita, con qualsiasi artifizio, oppure il peggioramento della crisi potrebbe costringerci a richiedere aiuto a Bruxelles.
Di per se, sono cose già note in quanto la situazione economica del Bel Paese non è certo tranquillizzante. Il debito pubblico supera i 2.000 miliardi di Euro e c’è chi è pronto a scommettere, secondo il report Mediobanca, che nei prossimi sei mesi il problema venga risolto “alla radice” con un haircut massiccio, proprio come in Grecia. Un abbattimento del nominale che andrebbe a risolvere alla radice il problema del debito pubblico, portandolo rapidamente sotto il 100%. Se così fosse, significherebbe per noi e per il nostro paese l’inizio di una nuova era. E non per forza migliore. La Grecia insegna.
Però questa sarebbe la mossa estrema. Prima ovviamente si farà il possibile, senza mai dimenticare che la coperta resta sempre molto corta e che certe cifre, già messe a bilancio, devono essere per forza sostituite con altre (vedi IMU e aumento IVA).

Occhio alle banche a causa degli effetti della discesa dell’Immobiliare

E poi … e poi viene lanciato l’alert su mille altre questioni, come ad esempio il mercato immobiliare e di conseguenza il mondo bancario, che verrebbe “sotterrato” da un eventuale crollo del prezzo delle case. Dal picco del 2008 i valori si sono ridotti del 12 % contro il 25% della Spagna. Ma secondo Mediobanca, non saremmo che solo all’inizio.
Quindi un tessuto economico che viene disegnato dal report come MOLTO fragile e vulnerabile.

Corretta inoltre la valutazione sul fondo Salva Stati, che comunque non sarebbe sufficientemente capiente per salvare l’Italia.
L’ ESM arriverà a versare per il Bel Paese fino a 60 miliardi. E il resto? Ecco che che tornerebbe il “modello Cipro”, con quindi interessamento diretto dei risparmiatori.  Un report quindi decisamente pessimistico e catastrofista.

Ma andrà veramente così? Il Dott. Guglielmi, autore del report, ha esagerato?

In realtà, se devo essere sincero…proprio per nulla. Anche perché moltissime cose che lui ricorda, sono proprio quelle che spieghiamo da più tempo.
Solo su una cosa non concordo, per il momento: con le conclusioni.
Infatti sono d’accordo anche su tutto quello che potrebbe succedere, solo che c’è una cosa che SECONDO ME è stata sottovalutata.
Se l’Italia fosse un paese di dimensioni più ridotte, con quindi limitato “effetto contagio”, allora condividerei al 100% l’analisi di Mediobanca. Però, signori, qui stiamo parlando dell’Italia.
Provate solo ad immaginarvi cosa significherebbe, per gli altri paesi dell’Eurozona, già fortemente indeboliti dalla crisi, e anche per il resto del mondo, un default dell’Italia. Si, perché di default si tratta, visto che si parla di ristrutturazione del debito.

Quali sarebbero gli effetti sulle banche francesi e tedesche?
Cosa sarebbero costrette a fare Francia e Germania a sostegno dei loro istituti di credito? E poi quali sarebbero gli effetti sull’economia?
Morale: per una volta, possiamo dire che il peggio non viene proprio perché NON FA COMODO agli altri. Altrimenti state pur certi che ci avrebbero già fatto saltare, sia per motivi di debolezza economica strutturale e anche per motivi di scarsa credibilità politica.
Solo che siamo “too big to fail”. E questa, per noi, è una bella fortuna.
Speriamo quindi che si arrivi con l’Europa a dei compromessi, fino ad arrivare a quello che è da sempre la mia speranza e la mia unica idea. Unione bancaria, fiscale, Euro Union Bond e una maggiore integrazione politica.
Purtroppo però, buona parte di questi propositi restano al momento pura utopia.

Per visualizzare il report, CLICCATE QUI.

STAY TUNED!

DT

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