Riparte l’inflazione, migliora quadro economico Eurozona

La commissione europea snocciola le sue previsioni. Sarà pur vero che una rondine non fa primavera, ma in questo caso, il report illustra una previsione migliorativa per l’Eurozona.
Crescita confermata a +0,6% nel 2015 che poi migliora a +1,4% nel 2016 per l’Italia.
Il nostro deficit nel 2015 resterà al 2,6%, ma poi scenderà nel 2016 al 2,0%, confermando le stime pubblicate a febbraio. Se poi parliamo di debito, la Commissione Europea scommette su un rapoprto debito /PIL nel 2015 pari al 133,3%, con un interessante miglioramento nel 2016 (130,8%). Disoccupazione? Ahimè nulla di particolarmente positivo. Tasso fermo al 12.4% per 2015 e 2016.
Come sempre le previsioni sono fatte per essere smentite. Intanto però prendiamole per buone perché poi i mercati, che vivono di emozioni, le terranno in considerazione. Secondo me pi, ancora più importante, è questa previsione legata al tasso inflazione.
Per il 2016 addirittura il tasso inflazione è previsto a +1.8% (+0.2% nel 2015). Grazie al QE? Sicuramente, con il contributo del Dollaro USA. Ma come per l’Italia, l’inflazione è stata rivista al rialzo anche per gli altri paesi. Il risultato che ne deriva è visibile nell’area di mercato più sensibile all’inflazione, ovvero il mercato obbligazionario.
Rendimento bond 10yr

Ho masso a confronto il rendimento a 10yr di paesi come Italia, Portogallo, regno Unito e USA. Dite che non hanno nulla a che fare? Vero, ma questo grafico testimonia il cambiamento del sentiment sull’argomento.
L’inflazione è vista in aumento un po’ ovunque. Occhio quindi alle obbligazioni, anche perché quel dato previsionale pari all’1.8% per il 2016 stimato per l’Italia non è poi così lontano dal target BCE.
La mia paura? Che la deflazione si trasformi in stagflazione. A quel punto diventerebbe tutto tremendamente difficile.
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