Rotazione settoriale: una guida per investire in borsa

Sappiamo tutti che il rialzo dei mercati è legato anche a fattori “anomali”, vedasi stimoli di politica monetaria non indifferenti.
Però, cercando di fare un’analisi del mercato, ho tirato giù dal mio beneamato Bloomberg© un grafico sicuramente che ci aiuta a fare delle valutazioni.
Partiamo dall’origine. Per valutare la rotazione settoriale, occorre parlare di comparti industriali, che cercheremo di racchiudere in questa classificazione:
1-basic materials
2-consumer cyclical
3-consumer non cyclical
4-energy
5-utility
6-technology
7-financial
8-industrial
In ambito di cicli di mercato, ecco come vanno ad allocarsi I vari settori all’interno del ciclo economico.
In questa fase di mercato occorre analizzare le cose con una certa prudenza, in quanto i tassi, come detto in un post recente dedicato all’intermarket, stanno salendo, il PIL rischia a livello globale di rallentare, gli indici di trasporto (cosa già avvenuta) stanno invertendo ma in linea di massima l’industria resta forte e le banche recuperano redditività.
Quindi nel grafico sopra proposto, possiamo dire che ci troviamo all’inizio dell’area 3.
Quindi dove andare ad investire? E in quali aree?
Andiamo a scoprirlo. Prima però una premessa FONDAMENTALE. Andremo ad analizzare la forza dei settori vs. Benchmark (in questo caso è stato usato Eurostoxx50). E quindi, ovvio che se la borsa crolla, un settore potrà essere più forte (difensivo) vs benchmark ma difficilmente riuscirà a stare positivo.
Rotazione settoriale: il grafico
Questo grafico può essere illuminante. Non sto a spiegarvi le dinamiche di costruzione, anche perché già so che a voi interessa il risultato. I settori che oggi sono più forti e quindi più cari, li troviamo nel quadrante. Sono quei settori che hanno raggiunto l’apice e che sono destinati al quadrante 2 del “rallentamento”. Nel quadrante 1 troviamo tra gli altri il settore auto, basic resources, hi tech, oil.
Interessante notare che il settore auto già si sta spostando verso il quadrante 2.
Nel quadrate due ci sono quei settori che ora sono deboli e che resteranno ancora tali. E quindi sono da evitare.
Nel quadrante 3 troviamo le “scommesse”, ovvero quei settori che dovrebbero trovarsi, contro benchmark, ai massimi della debolezza. E qui troviamo tra i tanti i telefonici, le banche. L’immobiliare è ancora in area 2 e sta entrando appena in area 3. Troppo presto.
Invece occhio alle banche, in uscita dall’area 3 e tentativo di ingresso in area 4.
Chiudiamo con i settori che sarebbero da privilegiare in questo momento, quelli che troviamo in area 4: healthcare, food & beverage e soprattutto utility.
Certo, questa non è legge, ma sicuramente può autare (e non poco) a districarsi in questa giungla del mercato.
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DT
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