Russia – Ucraina: partita a scacchi con implicazioni internazionali
Erano oramai mesi che i mercati finanziari danzavano su un filo teso. Una serie di equilibri, sapientemente pilotati da politica e banche centrali, tutte intente a mantenere sui mercati un clima di serenità e tranquillità, al fine di tagliare le gambe a quella bestia grama chiamata volatilità, tenevano in piedi uno scenario risk on veramente interminabile. Sembrava fossimo finiti nel mondo perfetto, malgrado una serie di dati macro (vedi Italia) decisamente preoccupanti. Ma cari signori, con questi dati sulla disoccupazione e sul debito pubblico, come facciamo ad avere uno spread sotto i 200 bp? Le magie di Mario Draghi e il sentiment bullish generalizzato.
Ma bastava un qualcosa che inclinasse quei famosi equilibri ed ecco che tutto tende a cambiare.
Per carità, presto per sputare sentenze. Vedremo se l’invasione russa sarà solo un “atto di forza dimostrativo” oppure qualcosa di più. E soprattutto se la diplomazia ed il buon senso avranno la meglio.
Presto per dirlo. Intanto però ieri è successo tutto quello che nella logica doveva succedere.
A) Borse in forte correzione. Quelle europee si aggirano sul -3%, meglio in USA grazie anche ad alcuni dati macro positivi. Mosca invece chiude a -11%.
B) Franco Svizzero in salita. E riecco la valuta rifugio che riappare.
C) Materie prime alla ribalta. In primis l’oro che ovviamente viene comprato sui timori di conflitto bellico, e anche il grano. Ricordate il detto? Ucraina, granaio d’Europa.
D) Bene anche le altre materie prime, tra cui il petrolio
E) Periferici tengono bene. Lo scenario “risk off” porta a liquidare un po’ di posizioni sull’azionario e portare a casa profitti. Ma al momento è take profit e nulla di più. Il denaro si rifugia ancora sui bond. La protezione di Draghi oggi non ha prezzo. In rally i Treasury come da tradizione. Fly to quality.
Si aspettano conferme. La partita a scacchi è iniziata e vedremo se Mosca forza la mano.
Chiarissimo che Putin non ci sta a perdere l’Ucraina come territorio sotto la sua diretta influenza. Ma l’Occidente dovrà cercare di mediare il più possibile, non volendo un conflitto armato. A livello di impatto bellico non c’è paragone tra Mosca e Kiev, ma è anche vero che ormai sembrano si siano decise le squadre. Da una parte una isolata Russia con l’appoggio probabilmente cinese. E dall’altra, UE, USA, NATO, ONU che appoggiano l’Ucraina. il vero rischio, resta, secondo me, il ritrovarsi con una “nuova” Jugoslavia.
E comunque vada, i tempi di super-tori, forse, sono tramontati.

http://www.statista.com/chart/1953/the-military-strength-of-russia-and-ukraine/
La diplomazia cerca una via d’uscita alla peggiore crisi tra Mosca e l’Occidente dai tempi della guerra fredda (…) da Sebastopoli, la flotta del Mar Nero lancia un ultimatum russo – pronti a colpire entro le 5 del mattino – poi il comando smentisce come “una totale assurdità”.
La Crimea è ormai – di fatto – sotto il controllo dell’esercito russo nonostante il premier di Kiev, Arseni Iatseniuk, abbia ribadito che non cederà mai la regione. L’Ucraina rischia però di frantumarsi: la rivolta filo-Mosca è dilagata nelle regioni orientali e meridionali. (…) I soldati del Cremlino hanno continuato gli sbarchi in massa. Poche ore fa hanno preso il controllo del terminale dei traghetti che uniscono Russia e Crimea, organizzando il trasporto di decine di camion carichi di uomini e armi. (…) Per il momento la risposta più forte all’azione militare russa da parte della comunità internazionale è il possibile boicottaggio del G8 di giugno a Sochi. (…) Con la nota congiunta del G7 infatti, Obama ha incassato un forte appoggio internazionale sulla linea dura dell’isolamento a Vladimir Putin, frutto di un intenso lavoro diplomatico tra le due sponde dell’Atlantico. “Il mondo è unito nell’affermare che in Ucraina la Russia ha violato il diritto internazionale: Mosca è dal lato sbagliato della storia”, ha avvertito il presidente Usa in serata. (…) L’ambasciatore russo, Vitaly Churkin, ha difeso l’iniziativa di Mosca in Crimea: “gli estremisti continuano a rappresentare un rischio” – ha detto ai 15 riuniti – “L’Ucraina è sull’orlo di una guerra civile”. Churkin ha anche precisato che è stato Viktor Yanukovich a chiedere a Vladimir Putin un intervento militare. Le azioni della Russia in Ucraina – ha concluso – sono dunque “legittime”. (RaiNews)
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Ovviamente i mercati ringraziano…
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