Salgono imprevedibilmente le nuove richieste di sussidio.

Pubblicato 6 Gennaio 2011 Aggiornato 7 Gennaio 2011 08:32

Buona Epifania a tutti.

Vediamo subito quali regali la simpatica vecchietta ha infilato nella calza. Oggi giovedì 6 gennaio 2011, il DOL ( Department of Labor ), ha pubblicato i seguenti dati relativi alla settimana conclusasi il 31 dicembre:

Initial Claims (SA) A 409,000 Da 391,000 =+18,000
Initial Claims (NSA) A 577,279 Da 525,241 =+52,038

Beh, non sono proprio dei bei doni, anche se ormai sembra più o meno chiaro che la soglia dei 400 mila nuovi cassaintegrati possa essere non solo mantenuta, ma anche infranta a ribasso, lasciando quindi ben sperare per il mondo del lavoro. Al solito, precisa come un orologio, rigorosamente di oro, svizzero, la revisione innalza di altri 3000 unità il dato della settimana precedente. Ormai una costante.

In ogni caso, come sempre, lascio a voi giudicare il dato non aggiustato, in maniera che possiate da soli applicarvi i filtri che più ritenete opportuni.

Il dato non aggiustato mostra una crescita piuttosto marcata rispetto a quello aggiustato, comunque contenuto rispetto alle serie del 2010 e del 2009. In realtà, è presto per un’affermazione simile, in quanto la settimana in esame si è conclusa esattamente il primo gennaio, mentre per le serie precedenti essa era terminata rispettivamente 1 e 2 giorni dopo. E al ritmo di oltre 100 mila cassaintegrati al giorno ( lavorativo ) questo potrebbe creare delle serie distorsioni, che confido saranno immediatamente depurate già il prossimo giovedì. Dico questo perché le festività hanno sicuramente influito sulle dinamiche di licenziamento e assunzione.

Passano da 8,858,229 a 8,765,952 le persone che godono di un qualche beneficio di disoccupazione governativo, perlopiù a causa del fatto che il programma di emergenza varato nel 2008 sta concludendosi. Ad esso tuttavia si è sostituito il nuovo programma che estende la copertura ad altre centinaia di migliaia di persone.

Tra le annotazioni riportate direttamente dagli Stati che hanno visto incrementare maggiormente le richieste, con in testa la California che per la settimana conclusa il 25 dicembre ha registrato un aumento di 16 mila unità, risalta particolarmente la debolezza in settori quali i trasporti, l’industria manifatturiera e ovviamente il commercio. Leggermente colpito anche il settore dei servizi, in accordo con quanto indicato ieri dal sottoindice del lavoro dell’ISM.

In generale, pur non essendo un brutto rapporto, questi numeri non sembrerebbero giustificare in nessun modo il dato rilasciato ieri dall’ADP, che vedrebbe 297 mila nuovi posti di lavoro creati a dicembre.

Mattacchiuz

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