Salvataggio Cipro: decretata la fine del progetto “Unione Europea”
Crisi Cipro: Atteso per oggi il voto del parlamento cipriota in merito al maxi prelievo forzoso, deciso dalla Troika in concerto con il governo di Nicosia, effettuato per salvare le banche, martoriate dalla svalutazione subita per il default della Grecia.
Sono però previste delle importanti modifiche. L’Unione Europea fa marcia indietro, si rende conto di aver fatto un madornale errore e cerca di correggere il tiro. Si chiede quindi (e sicuramente verrà data) maggiore flessibilità per i piccoli depositi.
Quindi non più due aliquote, 6.75% sotto i 100.000 € e 9.90% oltre tale cifra, bensi probabilmente tre aliquote. Una che si aggirerà sul 3% sotto i 100.000 €, probabilmente mantenuta sul 10% per importi tra i 100 ed i 500.000 € e addirittura un 15% oltre tale cifra.
Insomma maggiore progressività e pugno ancora più duro nei confronti dei magnati russi che hanno il denaro nelle banche cipriote.
Ora, lasciando da parte le dinamiche di come avverrà tale prelievo, e focalizziamo sul vero problema.

Cipro è un piccolo stato del Mediterraneo, che non si è voluto salvare usando gli strumenti dedicati, come il ESM, preferendo una politica durissima con tanto di patto di scambio. Io ti do 10 miliardi (Eurogruppo) a condizione che tu tassi i conti per 5.8 miliardi. Pensate, Cipro rappresenta lo 0.1% del PIL dell’Unione Europea.
POTEVA ESSERE agevolmente salvato, il costo sarebbe stato minimo. Ma si è preferito fare diversamente. Pugno duro diretto proprio sui più deboli, i risparmiatori di Cipro, oltre che ai magnati russi che hanno depositi a Nicosia.
La verità è che con questa operazione è venuta fuori tutta la pochezza, l’incoerenza, l’inesistenza, e la convenienza (per qualcuno) del progetto Euro. Altro che solidarietà, qui si mira solo ai propri interessi. Quindi, come detto ieri nei commenti dai brillanti amici del blog, guardiamo a Cipro con una chiave di lettura politica e non solo economica.
Cipro rappresenta secondo me la tomba del progetto Euro. E chi ha ucciso definitivamente il progetto non può che essere ancora la Germania e la sua classe politica, che in questa fase pre-elettorale, deve fare vedere agli elettori che si usa (proprio lui) “il pugno duro” contro i cattivi dell’Euro.
Schiavi di un sistema, succubi e vittime delle decisioni dei paesi più potenti, ridotti a marionette utilizzate “ad arte” per poter avere consensi politici. Ma cosa importa della povera gente… Questo è un atto di violazione del risparmio privato, violazione della sovranità di uno Stato.

L’avvertimento è chiaro. Ognuno di noi non è più padrone a casa propria. Sono stati ignorati i principi del trattato costitutivo dell’Europa che assicuravano tutela del risparmio e circolazione dei capitali. Certo, in Italia quanto è successo a Cipro non capiterà in quanto la situazione è molto diversa. Però abbiamo un rapporto debito/PIL che a breve raggiungerà quota 130 %, ed abbiamo un fiscal compact che se non viene rivisto, ci porterà allo sfascio.
Se pensate che Berlino ci farà sconti con facilità, beh, sappiate che sarà difficile. Ma noi dobbiamo assolutamente arrivare ad un ammorbidimento. Altrimenti per noi è finita.
Ma tanto per cominciare, possiamo già partire con “de profundis” del progetto Unione Europea. Quello si che è finito…
STAY TUNED!
DT