Sell in May and Go Away: analisi storica del fenomeno
Sul celebre detto “Sell in May and Go Away” ho già scritto nei giorni scorsi. Nel frattempo ho letto di diversi analisti che invece sono molto contrari al detto “Sell in May…” e che anzi dicono di rimaner e investiti e che vendere in questa fase sarebbe un errore.
Certo, mai come in questi giorni la statistica è diventata relativa, vista l’unicità del momento legato ad una politica monetaria extra espansiva.
Voglio però portare alla vostra attenzione il grafico che statisticamente ritengo “definitivo”. Una base dati che parte dal 1950 (quindi abbastanza ampia). Vono fatte due ipotesi.
Il sottostante considerato è l’indice Dow Jones.
Da un parte si ipotizza di investire un certo capitale nel mese di maggio e poi di trasformarlo in cash in data 31 ottobre dello stesso anno e lasciarlo in liquidità fino al maggio dell’anno successivo (linea rossa)
Dall’altra parte invece si ipotizza un investimento sempre sul DJIA ma con partenza 01 novembre e liquidazione di tutto in data 30 aprile (linea verde). In parole povere, quando uno diventa cash, l’altro investe.
Il risultato, credo , non dà grosso spazio all’immaginazione.
“Sell in may and go away”? Si, grazie…
Ovviamente il timing non è scritto sulla pietra e quindi il rally potrebbe anche continuare fino a …chissà…
I “bradleliani” pensano fino a giugno, chissà perché…Però poi la correzione è quantomai attesa. Insomma, una questione di tempo.
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DT
