SHANGHAI: i motivi del nuovo crollo della borsa cinese.
Sembrava che fosse tutto risolto. Sembrava che l’intervento della banca centrale cinese (PBoC) fosse sufficiente a rimettere artificiosamente in sesto i mercati cinesi.
Ma come vi ho spiegato in QUESTO POST, un investitore “importante” non può permettersi di investire in un mercato dove il relativismo sia pressoché assoluto. E difatti ecco il dato puntuale sui flussi finanziari, conosciuti come OUTFLOW (uscite di capitali) dal mercato. Due grafici quantomeno espliciti.
I capitali sono in fuga dalla Cina, è evidente, ed i ribassi di oggi sono secondi solo ad un tonfo visto nel 2000.

E meno male che la Grecia ha ancora la borsa chiusa. La causa? La debacle è stata innescata dalle preoccupazioni per l’economia cinese: una nuova indagine mostra che i profitti industriali delle aziende cinesi sarebbe peggiori di quanto prospettato. Non ci voleva certo una laurea ad Harvard per sospettarlo. Di segnali ne ho postati a valanga. Aggiungete quanto scritto prima sulle condizioni del mercato cinese ed il risultato è nei dati.
Come già detto in altra sede ed in una recente intervista a BinckTV, il problema non è solo sulla Cina ma su tutti i mercati emergenti. Occhio quindi al rischi di una nuova fuga di capitali da quelle aree. Fuga che potrebbe colpie NON solo l’azionario ma anche forex e bonds. Fuga che, per certi versi, è già in essere da un po’…
Performance valute emergenti vs USD
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