Stime utili azionario e rendimenti obbligazionario a confronto. This time is different?
Rally delle obbligazioni USA e confronto con dividendi dello SP500. La storia insegna che a questi livelli si prospettano forti rally per l’azionario. Ma prima di sputare sentenze occorre aspettare certe conferme
L’analisi intermarket descritta qualche giorno fa (CLICCATE QUI per poterle rivedere) resta un punto fisso tuttora validissimo.
Fotografava il cambio di corso del mercato ed evidenziava la nuova curva future del tasso FED, uno dei principali punti di riferimento in ambito di previsioni di politica monetaria.
La curva in oggetto era la seguente.
E’ dunque evidente che i tassi USA resteranno ancora la palo e quindi si allontana l’ipotesi di un aumento del tasso sui FED funds.
Vi lascio al post prima citato per ulteriori approfondimenti.
Il rally dei “govies” USA ha portato ad una violenta e repentina rivalutazione del T Note, bond che oggi ha un rendimento lordo pari a circa il 2.13%. Il motivo è chiaro: i gestori erano tutti abbastanza concordi sul fatto che la FED avrebbe alzato i tassi di interesse addirittura nel primo trimestre del 2015, ma il mercato ha cambiato le carte in tavola ed ecco che questa previsione è stata smentita dal mercato stesso. E la curva del tasso FED sopra descritta ne è testimone.
Quindi tassi sui T Note nuovamente bassissimi e di conseguenza dividend yield sull’azionario che torna prepotentemente competitivo.
Confronto tra dividendi SP500 e rendimento T-Note
Ho provato a mettere a confronto il dividendo atteso per lo SP500 e il rendimento dei T Note.
Il risultato è senza dubbio molto interessante.
Come vedete i due grafici sono estremamente vicini e il gap tra i due indici è minimo.
Storicamente, quando il dividend Yield si avvicina così tanto al rendimento del T-note a 10 anni, rappresenta un segnale forte di acquisto per l’azionario in quanto diventa dal punto di vista cedolare paritetico al Govies, oltre anche alle potenzialità di rivalutazione.
Anzi, in passato quando il divario tra dividendi e rendimento 10yr è stato così vicino, si sono viste performance positive dell’azionari pari a circa il 13% per i successivi 12 mesi (fonte: Bloomberg)
When the dividend yield matched the Treasury yield or trailed by no more than 100 basis points, the stock index rose an average of 13 percent during the next 12 months. The advance was tied for second among six yield-gap intervals he studied.
The biggest average increase was 19 percent, which was recorded when the S&P 500 yielded more than the 10-year note. The smallest was 1 percent, which occurred when the dividend yield trailed by 300 basis points to 400 basis points. Gaps exceeding 400 basis points were also followed by 13 percent rallies on average.
Quindi male che vada non ci si rimette… Ma siamo certi che sia poi così matematico? LA risposta è assolutamente NO.
Anzi, saranno fondamentali le prossime settimane dove assisteremo alle trimestrali e alle previsioni sui trimestri successivi delle principali società USA. Se infatti ci fossero delle previsioni di un peggioramento congiunturale, gli stessi utili verrebbero rivisti al ribasso e quindi tutto dovrebbe venire nuovamente ricalcolato.
Anche il PE di Shiller non promette nulla di eccezionale.
SP500 e price earning di Shiller
Ovviamente se tutte le previsioni precedenti venissero confermate, significa che il discorso sul potenziale rally torna ad essere valido e la grande bolla può continuare. Ma ora è presto per dirlo.
STAY TUNED!


