Tagli alla spesa: colpito il settore pubblico

4 Luglio 2012 16:48

Spending review: si apre una fase di crisi per i dipendenti pubblici. Ma non solo per gli impiegati. Ma i tagli ai costi della politica?

La scure del Governo Monti si fa sentire anche per i dipendenti pubblici, tanto che domani partiranno le prime grandi proteste, anche di un certo peso, con tribunali praticamente chiusi in tutta l’Italia. Un colpo di mannaia impressionante che tra le altre cose porterà anche a chiudere piccole strutture ospedaliere (circa 220) oltre che lasciare a casa molti dipendenti pubblici.

Il target è 1 miliardo di Euro di tagli a cui andremo a sommare ulteriori 2 miliardi di Euro nel 2013. La sanità verrà letteralmente massacrata: 10 miliardi di Euro entro il 2014! Pregate di non aver bisogno di una struttura ospedaliera…

E questo farà saltare l’aumento dell’IVA di 2 punti? In parte si, in quanto l’aumento sarà solo di un punto, rimandando l’altro punto al 2013. Però immaginatevi voi lo scenario. Per forza meno incassi per i cittadini a livello retributivo, ma maggiori costi (IVA)
Ma non solo…
Leggete qui tutto quanto comporterà anche per gli enti locali:

Le Regioni a statuto ordinario dovranno versare un contributo di 700 milioni di euro nel 2012 e di un miliardo di euro dal 2013. Le Regioni a statuto speciale un contributo di 500 milioni e di un miliardo a partire dal 2013. I Comuni dovranno rassegnarsi a un taglio di 500 milioni di euro subito e di due miliardi a partire dal 2013. Gli enti locali poi dovranno stabilire un turn over pari al 20% da adesso al 2014, quindi del 50% nel 2015: nel 2016 sarà possibile assumente nuovi dipendenti in numero pari a quelli che vanno in pensione. I comuni sotto i 5mila abitanti dovranno unire i compiti principali con altri comuni: se non riusciranno a trovare un accordo, la Regione deciderà di propria iniziativa.

Attenzione ora al PUBBLICO IMPIEGO.

Il pubblico impiego. Taglio del 20% del numero dei dirigenti e del 10% per i dipendenti. Si tratterebbe di un taglio pari rispettivamente a 100mila e 300mila lavoratori. Per far ciò è prevista una mobilità obbligatoria per due anni mentre i più anziani godranno di un meccanismo di accompagnamento alla pensione. Altre novità per gli statali. Da ottobre il valore dei buoni pasto non potrà superare i sette euro. Ferie obbligatorie tra Natale e Capodanno e la settimana di ferragosto. Vietato vendere i giorni di ferie, i riposi, i permessi non goduti. Vietate le consulenze a chi è andato in pensione. (Source)

Come potete vedere l’intervento sul pubblico è stato veramente massivo, con taglio del 10% dei dipendenti pubblici. Uno su dieci. Vi sembra poco? Ma tagli sia a livello impiegatizio che dirigenziale.

E non finisce qui. Sono stati messi nel mirino anche gli enti non quotati a totale partecipazione dello Stato: massimo tre membri nel cda, per i dipendenti buste paga bloccate al livello del 2011 e vincoli alle assunzioni analoghi a quelli della pubblica amministrazione. Vedasi ad esempio Poste e Ferrovie dello Stato. Quindi,per farla breve, a rischio una poltrona su tre.

L’obiettivo è riuscire a tagliare in tutto 4.2 miliardi. Sarebbe bello capire, con questo trend, chi avrà ancora in futuro soldi per consumare.

E la politica?

Dai, non pretendete troppo! È la diminuzione, di 5 milioni nel 2012 e di 10 per il 2013 del “fondo di funzionamento” della Presidenza del Consiglio. Una miseria se pensiamo che, quando al governo c’erano i berlusconi, i brunetta e le brambille, quel fondo lievitò in un solo anno da una previsione di 363 milioni di euro a un consolidato quasi doppio di 616. Per “pesare” la misura basti pensare che solo sul capitolo “auto blu” il palazzo di governo segna in un anno la cifra di 9 milioni di euro, e nulla è cambiato nemmeno con le “severe” norme varate da Brunetta. (Source)

Siete indignati? Bene, e allora DATEVI DA FARE. Cliccate QUI e diffondete la voce!!!

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DT

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