Taglio tassi BCE non corretto per tutti i paesi dell’Eurozona

Pubblicato 26 Aprile 2013 Aggiornato 1 Febbraio 2015 18:03

Come conciliare la situazione economica dell’Europa del nord con la recessione ed i problemi dell’Europa del Sud, quando poi si fanno orecchie da mercante nel momento in cui si chiede un allentamento dell’austerity?

Ormai è dato ampiamente per scontato, in data 2 maggio 2013, un nuovo taglio tassi BCE. Si porterà il tasso BCE REPO da 0.75% a 0.50%.

Il mercato lo sconta ampiamente, una mossa che in concreto non rivoluzionerà sicuramente il piano di ripresa dell’Eurozona, ma avrà soprattutto un impatto psicologico. Punto.

Per far riprendere l’economia occorre ben altro. Innanzitutto uno stop all’austerity. Ma finalmente qualcuno lo sta capendo. BCE, UE, FMI. Alias la famosa TROIKA.

Dopo tutti i sacrifici fatti finora i Paesi possono allentare gli sforzi di risanamento dei
conti pubblici e avviare subito le riforme per la crescita: lo stop all’austerity arriva oggi in contemporanea da Commissione Ue, Bce e Fmi, che cambiano rotta e ridanno speranza ai Paesi sfiancati dal rigore che non sanno come uscire dalla recessione
in cui si sono impantanati. (Source) 

Ovviamente non tutti sono poi così d’accordo, soprattutto quando a chiedere meno austerity è l’Italia. Infatti…

(…) la Germania frena gli entusiasmi, e rivolta all’Italia che vorrebbe rinegoziare il rigore, avverte: “una sciocchezza scaricare sugli altri i propri problemi”.
“Rallentare il consolidamento e’ ora possibile grazie agli sforzi fatti dai Paesi in difficolta’, dall’impegno della Bce e dalle politiche di bilancio credibili”, ha detto il commissario agli affari economici Olli Rehn che per la prima volta cambia linea e si allontana dalla ricetta tedesca sui conti pubblici.

Risanare con determinazione, spiega, e’ stato necessario finora per recuperare credibilita’, ma adesso “e’ possibile compiere sforzi meno aggressivi”. Per dimostrare il cambio di passo, Bruxelles lascia capire che a fine maggio concedera’ piu’ tempo alla Francia per rientrare dal deficit e con la stessa logica dovrebbe anche chiudere la procedura per deficit eccessivo contro l’Italia. Che a quel punto avrebbe anche piu’ spazio per ricominciare ad allargare i cordoni della spesa pubblica, come previsto dal patto di stabilita’.

Ecco quindi il problema numero uno.
Occorre una Germania più “brillante” e che apra un po’ di più anche ad una BCE un po’ più aggressiva. Ma al momento tutto questo resta solo un’ipotesi, una speranza, un obiettivo a cui tutti ci rivolgiamo ma che al momento sappiamo essere un’utopia. Anche perché a settembre in Germania ci sono le elezioni e quindi… Inoltre, primo grande passo necessario, massima allerta sull’Unione Bancaria.
Intanto però… la BCE fa quello che può e taglia i tassi anche se la mossa, per certi versi, rischia di essere totalmente incongruente.

Grafico Tasso Inflazione Eurozona

 

Ma perché trovo questo taglio tassi, la fotografia dell’incongruenza assoluta dell’Eurozona?

Perché è scorretto dire che l’Europa, tutta, vuole tassi più bassi. O meglio, è sbagliato dire che economicamente tutti i paesi dell’Eurozona hanno una certa convenienza ad avere tassi in calo. Infatti, lo dice anche la stessa Angela Merkel, il cui pensiero, detto in parole povere è: servirebbero tassi più alti per la Germania e più bassi per altri Paesi.
E questo è verissimo.

Se fosse per la Germania, i tassi la BCE addirittura dovrebbe alzarli. Ma per altri Paesi dovrebbe invece fare ancora di più per mettere a disposizione più liquidità e, soprattutto, per far arrivare questa liquidità al finanziamento delle imprese, visti i grossi problemi di crescita economica, perdita di competitività e credit crunch.
Certo, si tratta di un’operazione di politica monetaria dall’impatto limitato e NON CERTO ha una potenza di fuoco pari ad un Quantitative Easing. Però a molti esponenti politici dell’Europa del Nord dà fastidio, proprio perché è inopportuna con la situazione economica di alcuni paesi.

Il governo federale ha interpretato l’unione monetaria – lo stesso hanno fatto i governi che l’hanno preceduto – come una comunità di stati fondata sulla concorrenza. In questa competizione i singoli paesi devono mostrarsi capaci di sopravvivere per poter restare legittimi membri dell’unione monetaria. Secondo tale prospettiva ogni paese dovrà adottare un proprio modello di business. Per alcuni – come a Cipro – il modello sarà basato su di una bassa tassazione ed una regolamentazione meno severa – a spese di altri paesi nell’unione monetaria. Un altro modello di business potrebbe essere fondato sulla moderazione salariale e lo smantellamento dei sistemi di sicurezza sociale al fine di raggiungere una maggiore competitività. Ma ciò sta portando ad una forte avversione dei cittadini verso l’Euro. E ciò non aiuta. Al contrario: le misure adottate hanno spinto la zona Euro in una dura recessione in cui né la disoccupazione né i debiti pubblici potranno essere ridotti in tempi prevedibili. (Source) 

Quindi, come sempre, saltano fuori le grosse incongruenze all’interno dell’Unione Europea, e sempre di più si notano NON avvicinamenti ma SPACCATURE. E (in parole povere) la spaccatura tra Nord Europa e Sud Europa si fa sempre più netta. Altro che Unione Bancaria, altro che Unione Fiscale, altro che Euro Bond. Ognuno guarda sempre di più al suo giardino e fa sempre più attenzione che le erbacce dei vicini (del Sud) non vadano ad intaccare il bel manto erboso. E allora perché intervenire con additivi chimici che invece farebbero comodo agli amici del Sud? Non ce n’è bisogno…

Mi sembra chiaro. L’Europa Unita non è mai esistita. E mai come ora possiamo parlare di Disunione Europea.

Ora, l’Italia abbozza una prova di Governo. Enrico Letta, ha già detto che la sua priorità sarà quella di ripristinare la crescita attraverso una riforma fiscale e le liberalizzazione, con successiva richiesta di allentamento delle politiche di austerità ordinate dalla UE. Obiettivo. cercare di passare dall’Austerity allo stimolo e all’incentivo alla crescita.  Il che è facile a dirsi ma molto difficile a farsi, ancor di più se dall’altra parte hai chi NON ha alcuna intenzione di mollare la corda.

Forse però, ora, è giunto il momento di cambiare registro in Europa.

STAY TUNED!

DT

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