CRESCITA ECONOMICA: il mondo va. L’Eurozona è in recessione. Occorre cambiare marcia altrimenti perderemo tutto.
Spesso si dice che “guardare il prato del vicino” ti porta sempre a vedere la sua erba come più verde. E a volte, guardandoci intorno, vien da chiedersi se siamo noi troppo pessimisti ed esterofili, oppure se veramente il mondo va avanti (e in qualche punto continua a correre) mentre qui, se va bene, siamo fermi. Anche se poi ultimamente, si va indietro…
Il FMI con le sue analisi, non ci ha certo regalato delle perle di saggezza inestimabili ultimamente.
“L’Italia pare aver superato i momenti maggiormente critici, ma c’è le necessità di proseguire con le riforme, soprattutto alla luce della debole crescita economica. Il Bel Paese si sta muovendo nella giusta direzione, ed ha adeguati livelli di capitale che gli stress test hanno dimostrato sufficienti a reggere anche uno scenario particolarmente avverso per il settore bancario”. (…) “Lo stato dell’economia è negativo dal punto di vista della crescita e quindi l’Italia deve continuare con le riforme, avendo comunque già fatto un lavoro molto importante in questo senso”. (…) “Il rally dei mercati finanziari potrebbe non essere sostenibile se falliscono i progressi fatti per affrontare le sfide di medio termine. La crisi finanziaria globale potrebbe trasformarsi in una fase cronica se le azioni politiche finora adottate dovessero subire un arresto”.
Ok, qui in Italia le cose non vanno bene e noi ne eravamo pienamente al corrente. Alle analisi banali ma corrette del FMI, vanno poi aggiungersi quelle dell’Eurostat, che non sono meno allegri, anche se molti altri nostri partner non sono certo in migliori acque…
Il rapporto fra deficit e Pil italiano è stato pari nel 2012 al 3%: lo comunica l’Eurostat,che rivede al rialzo di 0,1% la stima provvisoria di febbraio (2,9%). Il debito pubblico italiano nel 2012, in particolare, è stato pari al 127% del Pil.
Cresce anche debito altri paesi Ue – E neppure le notizie che arrivano dall’Europa non sono incoraggianti. Sale nella Ue il debito pubblico dei paesi: nel 2012, sempre secondo Eurostat, il rapporto debito Pil è salito al 90,6% nell’Eurozona (era all’87,3% nel 2011) e all’85,3% in Ue27 (dal precedente 82,5%).
La Grecia si conferma al primo posto con il 156,9%, seguita dall’Italia con il 127%; vengono poi Portogallo (123,6%), Irlanda (117,6%), Belgio (99,6%). La Francia ha debiti pari al 90,2% del Pil, la Germania all’81,9% e, fuori dall’Euro, il Regno Unito al 90%.
(…) Toccare il 3% (di deficit PIL) nel 2012 non preclude all’Italia la fuoriuscita dalla procedura. “Il 3% è un valore nominale scritto nei trattati ed è un obiettivo per il quale gli stati si sono impegnati. E’ un criterio molto importante ma abbiamo sviluppato una lista di criteri per la procedura di deficit eccessivo. Guardiamo anche alla qualità dello sforzo fatto, non solo ai valori nominali,” ha spiegato Bailly rispondendo ad una domanda specifica sull’Italia. (Source)
E quindi se l’Italia piange, il resto dell’Europa non è certo sorridente.
Ma per rendere meglio l’Idea buttate un occhio a questo grafico.

Guardate la crescita dei BRICS e dei paesi emergenti in generale. E poi guardare il tasso di crescita delle corissette economie “core”, tra cui ovviamente anche l’Eurozona… tutti bene o male fanno qualcosa di buono. E in Eurozona? Picche… Ma se poi vogliano proprio la massima evidenza, eccovi il grafico “definitivo”

Le prospettive per la crescita economica in Occidente sono desolanti, secondo l’ultimo World Economic Outlook del FMI , pubblicato il 16 aprile. Il mondo è destinato a crescere poco più del 3% nel 2013, ma i paesi “ricchi” rimarranno indietro, espandendosi solo al 1,2%. La crescita dei mercati emergenti, al contrario, sarà superiore al 5%, con l’Asia e l’Africa subsahariana con un tasso di crescita pari al 7% e 5,6% rispettivamente.
E ovviamente l’Eurozona, là in mezzo, desolatamente senza una direzione, ma ferma al palo. Ora è chairissimo che qualcosa NON funziona proprio della Governance del continente. E i signori tedeschi devono capire che invece il mondo va avanti. Certo, molti paesi godono di una politica monetaria sicuramente discutibile. Però la NOSTRA politica monetaria ultradifensiva, ci porterà a perdere tutta la competitività che avevamo accumulato nel corso del tempo. E progressivamente, finiremo seppelliti dalle nuove economie che galoppano.
Ovvio, si potrebbe parlare per ore della sostenibilità della crescita economica di questi paesi. Intanto però noi qui siamo in recessione piena, con disoccupazione al galoppo e crisi profonda. Questo, da solo, giustifica la necessità di un cambiamento.
Andare avanti così, non si può, non si deve ed è assolutamente autodistruttivo.
Intanto però, mettiamo a confronto NON il PIL ma l’andamento in borsa di mercati “sviluppati” ed “emergenti”. Qualcosa non torna? O forse la FED &Co ha condizionato un po’ i mercati?

STAY TUNED!
DT