TLTRO: Mario Draghi e l’ultimo salvagente
Giapponesizzazione dell’economia e ulteriore tentativo di comprimere in basso i tassi di interesse. Le ultime cartucce sparate da Mario Draghi prima della fine del suo mandato BCE.
Ha sorpreso Mario Draghi. Soprattutto per il timing. Mi sarei aspettato una presa di posizione della BCE al prossimo meeting. E invece no, il presidente ormai a fine mandato regala ai mercati una nuova asta di TLTRO. Ma non subito, a settembre. Un caso che tutto questo accadrà prima della sua dipartita?
Forse però ora era il momento giusto per dirlo.
Non dimenticate MAI la mission delle banche centrali (che anche Powell ha imparato dopo i crolli di dicembre): mantenere lo status quo, evitare volatilità, difendere il mercato, essere presentivi ed elastici.
In questo caso più che preventiva, la BCE ha preso posizione dopo aver abbassato le stime di crescita.
(…) La Banca centrale europea ha infatti nuovamente rivisto al ribasso le stime di crescita per l’Eurozona, portando il Pil 2019 a +1,1% da +1,7% stimato a dicembre, che era già stata limato dal +1,8% precedente. Ridotta a +1,6% da +1,7% la stima per il 2020, mentre per il 2021 la Bce conferma una crescita dell’1,5 per cento. Tagliate anche le stime sull’inflazione per il 2019 all’1,2% dall’1,6% atteso in precedenza. Per il 2020 sono state riviste al ribasso a 1,5% (da 1,7% precedente) e per il 2021 a 1,6% (da 1,8%). Il presidente della Bce ha spiegato che l’Eurozona si trova in una fase di persistente debolezza e incertezza, pur ritenendo che l’eventualità di una recessione sono molto basse. Fra i vari fattori che hanno comportato una forte revisione al ribasso della stima di crescita sul 2019, ve ne sono di esterni e di interni: «uno di questi è certamente l’Italia», oltre che il settore automobilistico tedesco», ha detto Draghi. (…)
Oh oh oh, quante informazioni interessanti. Il rallentamento era chiaro, ora è anche dichiarato. E non è da sottovalutare. Ma soprattutto l’accenno al settore automobilistico tedesco. Ecco come ha fatto Draghi ad incassare l’unanimità. E’ una mossa preventiva anche per difendere l’export tedesco, una volta che magari Cina e USA avranno trovato un accordo, che potrebbe avere effetti positiva per l’Europa o forse no, perché poi Trump potrebbe accanirsi contro l’UE. Ma calma e gesso, Draghi come sempre cerca di essere ottimista.
(…) Per Draghi, tuttavia, non c’è il rischio che l’economia dell’eurozona diventi troppo dipendente dagli stimoli della politica monetaria. «Stiamo parlando di un’economia che rallenta ma che è ancora in crescita, crescono i salari e migliora la situazione del mercato del lavoro, per cui bisogna mettere il tutto in prospettiva». Il presidente della Bce ha anche aggiunto che non si è parlato in consiglio direttivo di riattivare il programma di quantitative easing. (…) [Source]
Insomma, Draghi cerca di smorzare gli entusiasmi. Il TLTRO è importante ma non è un nuovo QE, e allo stesso tempo però ci dice in modo chiaro, se non lo avevamo ancora capito, quanto sto dicendo da ANNI. Ennesima conferma della “Giapponesizzazione” dell’economia dell’Eurozona“, alla spasmodica ricerca di un perenne “tasso zero” per stimolare l’economia, ma finché la domanda di credito non si riprenderà in maniera significativa, tutto questo sarà inutile.
Effetti su Bund e banche nell’immediato (grafico)
EFFETTI del nuovo TLTRO
Cerchiamo di sintetizzare al massimo, quindi, quali potrebbero essere gli effetti del nuovo TLTRO e cosa ci rappresenta.
- Innanzitutto ammissione dello stato di difficoltà dell’economia europea
- Ammisisone del timore di una crisi di liquidità bancaria
- Conferma della Giapponesizzazione del sistema economico europeo
- Effetti negativi per la performance del settore bancario, in quanto è l’ammissione del sistema ZIRP a tempo indeterminato, anche se non ce lo diranno
- Portafogli che continueranno a muoversi in modo monodirezionale. Facciamocene una ragione
- Effetti potenzialmente positivi nel settore immobiliare, ma occhio alle bolle;
- Investimenti reali che rimarranno secondo me incerti, in quanto il tasso zero dovrebbe stimolare, ma le imprese NON investono
- Rischio che il denaro venga ancora investito in titoli di stato comprimendo ulteriormente gli interessi SENZA trasmettere impulsi reali all’economia
- Potrebbe essere l’ultima arma della BCE per contrastare il rallentamento economico. E poi dopo che succede?
Se leggete i miei punti, non c’è poi così tanto di positivo. I mercati se ne sono accorti quasi subito, dopo un’iniziale botta di euforia. E poi c’è il tradizionale “sell on news”. Domanda: se viene comunicato l’accordo Cina -USA sui dazi?
STAY TUNED!
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