TOTAL PANIC o TOTAL CONFUSION? Indicatore contrarian e previsioni incongruenti
Bank of America rilascia il suo Bull & Bear indicator che si trova al minimo assoluto. E’ a ZERO, segnale potenzialmente contrarian che chiama il BUY. Ma allo stesso tempo si prevede un PIL oltre -10% in USA. Qualcosa non quadra, anche guardando buyback e margin debt.
I mercati hanno già sicuramente fatto un bel movimento correttivo. Si tratta per il solo mercato USA di circa 20 trillioni di USD e spread sul mercato obbligazionario del credito che è salito di oltre 400 bp.
Ma resta il feroce dubbio se già si sta scontando non solo il collasso degli utili societari, ma anche il tasso di default che avremo, il collasso economico che ne consegue oltre che tutte le conseguenze sociali.
Insomma, la mancanza di certezza sotto tutti gli aspetti sembra essere un problema da non sottovalutare, anche perché queste settimane, lo ripeto, abbiamo avuto un movimento di “ricopertura” che lascia il tempo che trova.
Ma ovviamente non tutti sono dello stesso parere. Ed è giusto che sia così, altrimenti non ci sarebbe mercato.
Tra le voci fuori dal coro leggo quelle di Bank of America.
Intanto il loro indicatore Bull & Bear registra un minimo che più minimo non si può.
(…) “Tough for asset prices & volatility to subside until human beings can safely leave their homes; that said … lows on corporate bond & stock prices are in,” wrote Hartnett, whose straightforward and data-filled notes are popular on Wall Street. Secondly, a powerful contrarian “buy” signal for the market has been triggered. Bank of America’s proprietary “Bull & Bear” indicator, which looks at recommended positioning of Wall Street, points to “extreme bear.”(…) [Source]
Il capo economista della stessa BofA M. Hartnett quindi la vede meno grigia di quanto, personalmente, la stia vedendo io. Anche se pure per BofA il mese di aprile potrebbe tornare ad essere difficile.
Intanto però questo indicatore di sentiment, lasciatemi dire, lascia il tempo che trova e potrebbe anche essere utile in determinati condizioni di mercato. E non sono quelle attuali.
Siamo nel bel mezzo di una tormenta che ci porterà ad una recessione senza precedenti. E sorprende persino che la stessa BofA poi se ne esca con una previsione di un PIL USA per il 2020 che collassa a -10,4%.
Non dimentichiamo la sottile linea che lega la previsione macroeconomica con le esigenze commerciali di una realtà che vive sulla gestione del risparmio e che in questi ultimi mesi ha subìto outflow importanti. Che per le case di gestione del risparmio significano miliardi di utili che sfumano.
Ultima cosa. Sponda Goldman Sachs mi mandano questo grafico interessante. Ricordate i buyback? Bene, hanno avuto un impatto determinante nel rally della cosiddetta “bolla da asset”. Nel 2020 causa Covid-19, scenderanno del 50% e anche nel 2021 (prima parte non andranno meglio).
E se ai buyback aggiungiamo anche l’altro tassello, ovvero il debito creato ad hoc per seguire il trend, ovvero il margin debt che permetteva, con volatilità bassa, investimenti a basso rischio sui mercati finanziari (e ritorni molto interessanti) utilizzando la leva finanziaria…. Ecco, un’altra storia destinata a scemare. Questa la situazione registrata ad inizio mese scorso e già dava chiari segnali di frenata. Mancando questi due elementi, sarà difficile a far tornare a gonfiare le quotazioni facilmente. Anche con banche centrali estremamente espansive.
Quindi all’apparenza grande CONFUSIONE. Ma poi nel concreto non è così. Da un lato una reazione di breve del mercato che può essere guidata da indicatori di sentiment che portano ad un rimbalzo anche importante ne breve. Dall’altro lato invece parliamo di un discorso più strutturale, che va oltre al breve termine.
Come spesso accade, è tutto una questione di cluster temporali, oltre che di punti di vista.
STAY TUNED!
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