Un mondo che cambia: BRIC e USA

21 Gennaio 2011 12:30

Non mi era ancora successo di poter trovare in uno schema una così perfetta sintesi di come la crisi economica e la bolla speculativa della finanza (non ancora terminata) ha trasformato una nazione. Ma non una nazione a caso, la nazione per antonomasia, il motore economico mondiale, il cui consumatore medio è stato la pedina fondamentale per le dinamiche produttive globali: gli USA.

Quante volte si è guardato ai dati macroeconomici USA temendo poi inesorabilmente ripercussioni sulle altre economie e sulle borse? Inoltre, non dimentichiamolo mai, l’indice SP 500 continua comunque a restare un indice di riferimento fondamentale per tutto il globo. Quindi, gli USA continuano ad avere un ruolo da protagonista assoluto, anche se le nuove nazioni emergenti stanno crescendo in modo fortissimo. Il riferimento è ovviamente ai paesi del BRIC, ma non solo. Infatti i cosiddetti BRIC (Brasile, Russia, India e Cina), dopo anni di overperformance borsistica, hanno passato un anno non semplicissimo…

…tanto che in molti, tra cui l’ideatore del termine BRIC, O’Neill, sono dell’idea di integrare questa area ad alto tasso di crescita con altri paesi.

…The figure shows that a BRICs reversal trade has worked well in the past. In 2010, the ‘Big Seven’ markets in MSCI GEMs rose by an un-weighted average of 17%, while the other ‘small’ markets rose by 24%. Several small markets rose by over 40% last year (Thailand, Peru, Chile, Colombia). We expect large markets to rebound in 2011 due to

(1) developed market focused investors with an interest in EM returning and buying into the larger markets,

(2) higher-beta, and

(3) attractive valuations in certain large markets, notably Russia, Brazil and Korea. Amongst the big markets, we are currently Overweight China, Korea and Russia. (FT)

Morale: questo è un mondo che cambia, un mondo in evoluzione, un mondo che gradualmente decreta il passaggio di testimone e del pallino dell’economia ad Est. Un mondo che vede il tramonto delle economie occidentali, di Europa e Stati Uniti d’America. Dimenticavo… ecco il grafico di cui vi parlavo… non credo sia necessario commentarlo. Molto meglio guardarlo con calma ed analizzarlo. E trarre le conclusioni. Ovvero: non possiamo pensare che l’economia sia “tornata indietro” al periodo pre-crisi. Non possiamo pensare che tutto possa ripartire all’interno di un classico ciclo finanziario. Non possiamo illuderci che tutto sarà come prima. Ora basta parole: guardate il grafico, cliccateci sopra. E poi se vorrete ne parleremo nei commenti.

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DT

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