Un nuovo mondo bellissimo: tra haircut e EFSF a leva

27 Ottobre 2011 09:47

Si apre un nuovo capitolo. Debito greco tagliato del 50%, EFSF con leva finanziaria a 4, Core tier 1 al 9%, più le promesse italiane. Scende lo spread Bund BTP. Il mercato prende coraggio.

Potrebbe essere l’inizio della fine. Oppure potrebbe essere solo l’inizio.
Ieri sera abbiamo avuto modo di assistere all’Eurosummit SEMBRA si sia trovato un accordo per un haircut volontario del debito greco pari al 50%. Il fatto che sia volontario è elemento fondamentale in quanto così facendo si evita la bomba devastante dell’esigibilità dei contratti di Credit Defautl Swap sul debito greco.
E la stessa Grecia, a seguito dell’haircut dovrebbe essere nuovamente aiutata al fine di rimetterla quanto prima in sesto e farla rientrare nel circolo dei paesi virtuosi (diciamo così…). Cos’ facendo il debito greco dovrebbe, in un amen, scendere di 100 miliardi di Euro e il rapporto debito PIL di Atene scenderà entro il 2020 del 120%. Cavolo! Un successone! 120%! Mah… Intanto guardatevi questo grafico de Linkiesta… e capirete perchè per la Grecia, comunque vada sarà un successo…ma attenzione che la Grecia non è la fine, ma solo un’episodio. Nell’Eurozona ci sono anche altri problemi da risolvere…

E poi? E poi tutti d’accordo sull’aumentare il Core Tier 1 delle banche al 9%.
Molto bene. Ma chi caccia i soldi? I privati? Gli stati? L’EFSF?
E sempre a proposito di EFSF, sembra ormai certo che quanto resta dei 440 miliardi, a seguito del pacchetto Grecia, ovvero circa 275 miliardi, verrà utilizzato a leva 4. Se la matematica non è un opinione si va quindi, per magia, ad un serbatoio dell’EFSF pari a 1000 miliardi. Quindi un EFSF super potente che distribuirà generosamente denaro e salverà tutto il salvabile.
Per carità, tutto fa brodo e può essere una soluzione per tamponare alla belle meglio il problema del debito periferico. Ma NON può essere una soluzione definitiva. Occorre (come sempre) un piano chiaro di unione fiscale. Altrimenti non si hanno soluzioni e si continua a comprare tempo.

E per l’Italia? Un successo… beh… successo forse no ma la lettera del nostro premier  è stata accolta con favore dalle istituzioni europee. E non poteva essere diversamente altrimenti che cosa avrebbero pensato i mercati? Per evitare la catastrofe, meglio dire che è tutto OK ma poi monitorare con attenzione l’evoluzione della situazione. Infatti l’Italia dovrà ora presentare «urgentemente un ambizioso calendario per queste riforme» e la Commissione Europea andrà «a presentare una valutazione dettagliata delle misure e a monitorarne l’attuazione».
Una lettera in cui si fanno tante parole ma di concreto? Nulla. Solo progetti che come sempre subiranno tanti aggiustamenti.

Riforma del lavoro entro maggio del 2012 con licenziamenti più facili in presenza di stato di crisi. Anticipo degli incentivi fiscali alla crescita economica per favorire la capitalizzazione delle imprese. Pensionamento di vecchiaia per tutti a 67 anni nel 2026 facendo leva sulle regole già in vigore. Piano “Eurosud” per sfruttare tutti i fondi Ue a disposizione e varo a novembre di un programma di dimissioni del patrimonio pubblico dal valore di 5 miliardi l’anno nel prossimo triennio. Sono questi, insieme alla mobilità obbligatoria per gli statali e al via libera nel 2012 alla delega fiscale all’esame del Parlamento, i punti cardine della lettera di impegni inviata a Bruxelles in tarda mattina dal premier Silvio Berlusconi dopo una lunga e tesa trattativa con la Lega. Con tanto di limature in extremis, anche su indiretto suggerimento della Ue, per indicare in modo preciso la tempistica degli interventi. (Source)

All’Italia è stato richiesto di «attuare le proposte riforme strutturali per aumentare la competitività riducendo i vincoli burocratici, abolendo le tariffe minime nei servizi professionali e liberalizzando ulteriormente i servizi pubblici e le utilities». La Ue ha poi preso nota «dell’impegno dell’Italia a riformare la legislazione del lavoro e in particolare le regole e le procedure dei licenziamenti e a rivedere l’attuale frammentato sistema di ammortizzatori sociali entro la fine del 2011, tenendo conto dei limiti delle finanze pubbliche», e «del piano di innalzare l’età pensionabile a 67 anni entro il 2026», raccomandando «una rapida definizione dell’iter per raggiungere questo obiettivo». (Source)

Beh, 2026, nemmeno troppo in là come piano. Chissà se ci sarà ancora Berlusconi al governo. Magari ci sarà uno dei suoi figli…
Comunque sia, è chiaro il fatto che oggi, incredibile a dirsi, il mercato ha paura dell’Italia. L’Europa ovviamente teme la sua affidabilità politico economica, ma non può dichiararlo apertamente, altrimenti i mercati collassano. Ed ecco che quindi la BCE, malgrado tutto, sostiene il debito continuando a comprare titoli e paesi anche molto critici nei confronti del Bel Paese ammorbidiscono le posizioni.
E allora? E allora sembra quasi che, in questo caso sia l’anello debole (Italia) a comandare.
Intanto però i mercati festeggiano e sembra che questo mondo di parole e carta abbia soddisfatto i più timorosi. Il mercato voleva certezze. Non le ha avute dall’Italia (dalla quale ha avuto promesse), però qualcosa in più è giunto dall’Eurosummit.
E in fondo in fondo era quello che i mercati si aspettavano. Ma sia ben chiara una cosa. Non si sono trovate soluzioni ma solo dei (buoni) tamponi per arginare le grandi Euroferite. Ma i problemi sono e restano tutti lì. No, non è un nuovo fantastico mondo quello che avremo davanti. Abbiamo comprato tempo. Ma oggi, per una volta, possiamo anche dire che non si poteva fare (nel breve periodo) di meglio.

Stay Tuned!

DT

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