UNICREDIT: troppe ombre sulla banca e sull’aumento di capitale

10 Gennaio 2017 10:26

unicredit-crisi-aumento-capitaleUnicredit

è uno dei più importanti gruppi bancari in Europa, leader tra le banche italiane e ovviamente ha un peso specifico non indifferente, sia sul listino di Piazza Affari (sul FTSEMIB i finanziari pesano moltissimo) ma anche sul settore in generale. Eventuali turbolenze sul titolo non lasciano indifferenti le altre banche.
Ieri Unicredit è stato uno dei peggiori titoli in borsa. Dopo giorni di positività si torna a ragionare sulla realtà e si iniziano a fare due conti. E proprio facendo due conti, possiamo dire che i conti, a me, non tornano.

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Per farla breve, non capisco come mai Unicredit prevede un aumento di capitale che, a conti fatti, è pari a DUE volte quanto chiesto dalla BCE. Un’operazione che dovrebbe aggirarsi sui 13 miliardi di Euro. Come mai, visto poi che viene effettuato in un momento non certo brillantissimo per le banche? Mah, diciamo che è un’operazione “prudenziale” volta a dare maggiore stabilità alla banca e andiamo avanti…

Oltre a questo aumento di capitale, il piano industriale prevede anche un bel taglio di dipendenti, circa 14.000, una generosa chiusura di filiali, dovrebbero essere 833, più dismissioni di NPL per 17 miliardi.
Ma non solo.
E’ stato ceduto il 30% di Fineco. Controvalore di 880 milioni.
Oltre il 40% di Bank Pekao per circa 3 miliardi di Euro.
Pioneer ai francesi di Amundi per 3.5 miliardi di Euro.
Se poi andiamo a sommare le altre cessioni previste, l’utile potenziale del 2016 pari a circa due miliardi, aggiungendo poi la capitalizzazione attuale di borsa, aggiungendo poi l’aumento di capitale di 13 miliardi, arriviamo ad un nuovo valore post ricapitalizzazione pari a circa 30 miliardi di Euro.
Proviamo a rapportare gli utili di Unicredit con il nuovo valore di capitalizzazione: arriviamo ad un P/E pari a circa 20.
Ora, solo per puro esercizio statistico, provate a vedere qual’è il P/E delle altre big bank in Europa. Capisco benissimo che il settore è sotto pressione, ma le differenze sono importanti.
Intesa San Paolo viaggia a circa 15 di P/E, SG a 10, Nordea a 13, Santader a 15, BNP a 11, UBS, tra le più care, viaggia a 21.
Questo cosa potrebbe significare? Che Unicredit rischia di finire , a livello di quotazioni, sotto pressione magari proprio quando arriverà l’aumento di capitale, che secondo me verrà annunciato ed effettuato prima della sistemazione di MPS, quindi entro febbraio. Eventuali grane su Siena sarebbero un problema non da poco per la chiusura con successo dell’aumento di capitale.

Detto questo, è evidente che non sto volutamente “sparando” contro Unicredit ma sto semplicemente cercando di CAPIRE cosa sta accadendo, visto anche il peso specifico della banca sul nostro listino. Ogni vostra ribattuta, punto di riflessione, analisi, contestazione è ben gradita, visto che l’obiettivo è cercare di FARE luce e non di distruggere. Sia ben chiaro.

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Danilo DT

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