Unione Europea ad un passo dal baratro

21 Novembre 2011 16:40

BCE: ruolo chiave nei depositi e negli acquisti. Ma non basta. Le sofferenze banche italiane sono alle stelle e nuovi rischi svalutazione asset di portafoglio.

Ormai è chiaro, la paura porta le banche nuovamente a spostare in BCE la liquidità in eccesso. Si, perché oggi le banche non prestano più il denaro, come invece dovrebbe essere. Infatti non dimentichiamoci mai che le banche DOVREBBERO come core business prestare denaro alle banche, utilizzando il liquido che la gente (risparmiatori) verso presso gli istituti.
Peccato che le cose ultimamente non vadano molto così.
Tanto per cominciare siamo in pieno credit crunch. Ovvero non si fa più credito. I numeri snocciolati da Bankitalia giustificano in modo impietoso il perché di questo credit crunch.
Le sofferenze bancarie, su base annua, hanno subito un incremento di ben 100 miliardi di Euro. Trattasi di denaro che le banche hanno prestato e che non è stato più restituito (banalizzo per rendere bene l’idea).
Cavolo, mica briciole! E per rendere meglio l’idea, visto che si tratta di numeri molto grandi, occorre riportare il dato percentuale, che rende in modo ideale l’idea. Signori, si tratta di un incremento del 40% su base annua!
E’ una percentuale molto preoccupante, alla faccia di chi diceva che non c’era crisi. E quindi le banche, ovviamente, prendono paura, non prestano più il liquido in eccesso e lo riportano in BCE. Ad un tasso ridicolo, certo, ma almeno non ci rimettono!
E così i depositi presso la BCE lievitano di altri 6 miliardi nell’ultima settimana e volano nuovamente ad oltre 235 miliardi.

MILANO, 21 novembre (Reuters) – Prosegue sul mercato interbancario l’accumulo dei depositi marginali presso la Bce, riflesso immediato del clima di profonda sfiducia che induce le  banche a parcheggiare fondi presso l’Eurotower piuttosto che metterli a disposizione delle controparti. Nella seduta di venerdì scorso il livello delle facilities remunerate a un modesto 0,5% è cresciuto di quasi 6 miliardi a 236,781, mentre i prestiti straordinari sono passati a 2,675 miliardi dai 2,311 di giovedì.

Classico clima di sfiducia, la liquidità non manca come potete vedere ma è MAL DISTRIBUITA. Infatti facendo due calcoli, sembra che l’eccesso di liquidità è pari a circa 330 miliardi. E allora non diciamo che NON c’è liquidità. In realtà la liquidità c’è eccome, ma in molte banche…manca del tutto.
E allora…tutti a correre da mamma BCE, porto sicuro per antonomasia, che paga poco ma almeno salvaguarda il capitale.

Volano anche gli acquisti BCE

E in perfetto coordinamento, con l’incremento dei depositi in BCE, lievitano anche gli acquisti di bond periferici da parte della stessa banca centrale. Nell’ultima settimana sono praticamente raddoppiati…

FRANCOFORTE, 21 novembre (Reuters) – La Bce ha effettuato acquisti di titoli di Stato della zona euro sul mercato secondario per 7,986 miliardi di euro la scorsa settimana, contro i 4,478 miliardi di quella precedente. Contestualmente Francoforte ha annunciato per domani l’ormai consueta operazione di drenaggio fondi a una settimana, finalizzata ad assorbire la liquidità in eccesso generata dal programma di acquisti di bond. La cifra che la Bce intende raccogliere viene indicata in 194,5 miliardi di euro, dai 187 miliardi che rientrano dall’operazione precedente.

E nel frattempo, mi giunge notizia di un’ulteriore possibile tegola in arrivo sul settore bancario: rischio svalutazione asset di portafoglio per ulteriori 270 miliardi di dollari per le banche dell’Eurozona.

Nov. 21 (Bloomberg) — European banks may have to write down some of the $270 billion of goodwill from their purchases in the run up to the financial crisis before they can sell assets, or new stock, to bolster capital.

Unicredit non più tardi di una settimana fan e è stato l’esempio. Ma riusicrà il settore bancario ed il mercato a sopportare questa ulteriore onda d’urto?

Tutto è collegato. Sembra proprio che la situazione si stia avvitando in modo molto pericoloso e porti il mercato in un vicolo cieco, senza uscita.
E allora come risolverla… Beh, come detto è necessario l’intervento e concreto a livello POLITICO dell’Eurozona. Finalmente dopo un periodo di silenzio, si torna a parlare di Eurobond e di EFSF. Peccato però che gli stati dell’Unione Europea siano d’accordo su NULLA.

APPELLO

Signori potenti dell’Eurozona. E’ giunta l’ora di mettere da parte nazionalismi e visioni economiche limitate al proprio fraticello. La situazione è gravissima. Occorre intervenire subito con prese di posizione che portino verso alla concreta e rapida NASCITA di una vera Unione Europea. Altrimenti sarà la FINE non solo dell’Euro ma dell’Europa.

Firmato: un blogger che si è stancato di dire sempre le stesse solite, ovvie noiosissime cose. La cosa grave è che sono talmente evidenti…

Stay Tuned!

DT

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