Banche Italiane: gli aumenti di capitale decisi non basteranno

19 Novembre 2011 01:47

Da giorni gira voce di imminente crisi di liquidità su diverse banche italiane. Dapprima di parlava di MPS, con gravi carenze ed evidenti difficoltà a finanziarsi sull’interbancario (poi salvata, a quanto sembra, dall’intervento di Intesa SanPaolo), e poi i rumors più recenti su una crisi di liquidità sia in Unicredit (già si è detto in passato) che (udite udite) Mediobanca. Rumors non confermati ma che preoccupano non poco.
Comunque sia, facendo due conti la nota società Bloomberg stima come necessaria per il sistema bancario italiano la modica cifra di 6.1 miliardi di Euro SOLO per la recente svalutazione dei titoli di stato. Quindi, notate bene, si parla di un “di più” oltre a quanto detto in precedenza, un “di più” causato dalla perdita di valore dei BTP e del debito governativo in generale.

Italy’s five biggest banks, including Intesa SanPaolo SpA, may need to raise a combined 6.1 billion euros ($8.2 billion) of additional capital as the Italian government bonds they own deteriorate in value, according to Bloomberg estimates. Two-year Italian debt, which the banks valued at 97 cents on the euro or better on Sept. 30, trades at about 92.7 cents. That suggests Intesa, UniCredit SpA, Unione di Banche Italiani SCPA, Banco Popolare and Monte Dei Paschi di Siena SpA need more capital. Spokespeople at all five banks declined to comment on their capital needs. The European Banking Authority instructed Unicredit, UBI, Banco Popolare  and Monte Dei Paschi to raise new capital by June 2012, to meet its revised 9 percent core tier one capital ratio. The EBA cited a slump in the government securities they held at the end of the third quarter. (Source: Bloomberg)

Le cinque banche più “in trouble” sono ovviamente le solite 5: UGC, UBI, BP, MPS, ISP.
Buona parte di queste banche, Intesa SanPaolo a parte, già hanno in progetto di fare degli aumenti di capitale proprio nei prossimi mesi. Peccato che…potrebbero non essere sufficienti proprio a causa della svalutazione di cui sopra.
Tempi duri per le banche italiane e per i relativi azionisti. E anche per gli obbligazionisti.

Stay Tuned!

DT

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