Unione Europea: maggiore coesione? Ma neanche per sogno!

Dal punto di vista economico aumentano i divari dei paesi del Nord rispetto a quelli del Sud dell’Eurozona. Scenario insostenibile nel lungo periodo.
Ennesima conferma di quanto detto fino ad ora. Le discrepanze all’interno dell’Eurozona sono sempre più marcate, sia a livello di tassi ma anche a livello commerciale.
Questo grafico mette in evidenza un fatto.
Nell’ultimo periodo le esportazioni dell’Eurozona sono salite sensibilmente. +12% rispetto al mese di giugno del 2011, grazie soprattutto ad un Euro più debole (per la cronaca lo stesso Euro è a -13% rispetto allo stesso periodo del 2011).
Bilancia commerciale Eurozona

Praticamente l’80% del volume dell’Export è su 20 paesi, con in testa UK, USA e Cina. Ma tra i vari paesi, guardate un po’ chi più di tutti sta beneficiando dell’Euro debole? Vediamo se siete sufficientemente arguti e capite di chi sto parlando…

Ovviamente lei , la Germania. Per i paesi che già ora sono in difficoltà, non sarà facile vedere nuoversi in modo attivo il commercio. E il risultato sarà più che mai ovvio. L’Eurozona sarà sempre più qualitativamente e quantitativamente eterogenea.
Guardate ad esempio al costo del nostro debito sovrano, che si riflette su quello del credito all’economia. I titoli Italici costano al Bel Paese circa tre volte in più di quello praticato in Germania ( con volumi un po’ superiori per questaultima), e il nostro sviluppo non potrà registrare inversioni e giovarne e, di conseguenza, la disoccupazione aumenterà. Ne consegue, a rigor di logica che per mantenere il pareggio di bilancio pubblico la pressione fiscale devrà mantenersi alta e probabilmente salirà a causa degli impegni presi (il termine FISCAL COMPACT vi ricorda qualcosa?).
Alla faccia della definizione di Unione Europea. E questi squilibri finanziari, che non sono sostenibili nel lungo periodo, non solo logoreranno ma creeranno grandi problemi.
PS: notare la Francia, please…

STAY TUNED!
DT