US Treasury: i rischi di un eccesso di offerta sul mercato a causa del tapering

Il tapering è stato senza dubbio il tormentone di questo ultimo trimestre. Quando inizia il tapering? E per che importo? E quanto dura?
Domande a cui nessuno può dare risposta se non la FED stessa che si appresta a dover sostenere la sfida nella sfida. già questa sera il buon Bernanke, potrebbe illuminarci con qualche novità. E’ il giorno del Beige Book e quindi quale occasione migliore per annunciare una qualche novità?
Se infatti il quantitative easing è stata una scommessa che per certi versi ha “imprigionato “ la FED in un’economia troppo pilotata dalla finanza, l’exit strategy (alias disintossicazione del sistema dalla liquidità immessa) rappresenta la parte più difficile.
Troppo facile dare la droga ad un mercato che non aspettava altro. Ora occorre togliere le sostanze dopanti, anche se in modo progressivo, sempre cercando di far reggere l’economia sulle proprie gambe.
Tapering significa diminuire gli acquisti di titoli governativi e MBS. Eccovi il bilancio FED diviso per asset.

La quantità di MBS (ovviamente) e di governativi è lievitato a livelli siderali. I treasury a breve pesano pochissimo, come molto poco pesano gli altri finanziamenti al mercato.
Ma è impressionante quanti Treasury abbia in pancia la FED.
“I due più grandi acquirenti della US treasury sono la FED e le banche centrali estere. La FED sta ancora acquistando circa l’80% di tutte le emissioni obbligazionarie e circa il 60% di tutte le emissioni a 10 anni. “(Goldman Sachs).
Quindi la FED è un “buyer” di importanza siderale, tanto che la stessa banca centrale è diventata praticamente un sottoscrittore di bond indispensabile che oggi, ha in pancia, pensate un po’ un terzo, ovvero il 33%, dell’intero debito pubblico USA.

La domanda che ci poniamo è molto semplice. Se parte il tapering, che progressivamente porterà all’azzeramento di quel famoso 85 miliardi di acquisti mensili, chi sostituirà la FED negli acquisti?
Altre banche centrali? Di certo non gli asiatici, che stanno diversificando, di certo non gli europei che hanno i loro bei problemi.
E quali saranno gli effetti sui mercati obbligazionari di questo scenario? La logica fa pensare ad un eccesso di offerta e quindi…motivo in più per non dimentarci che anche il mercato obbligazionario NON garantisce una bassa volatilità, rendimenti certi e porto sicuro dalle crisi dei mercati.
STAY TUNED!
