USA: il costo del lavoro decolla. Segnale forte in vista della FED
Gli elementi che possono spingere la FED ad aumentare i tassi di interesse sono veramente molteplici. Nei giorni scorsi vi ho parlato dei tre elementi fondamentali da valutare per poter prevedere un eventuale rialzo dei tassi a settembre.
CLICCANDO QUI leggerete quali sono i 3 dati macroeconomici di cui vi sto parlando.
A questi ce n’è uno che, personalmente, mi sorprende non poco ed è altrettanto fondamentale, ovvero il dato sul costo unitario del lavoro.
Come ben sapete, l’occupazione è uno dei parametri fondamentali per poter valutare l’andamento dell’inflazione. Quando aumenta il numero di occupati, tendenzialmente ci saranno più consumi e quindi più inflazione. Oppure, anche nell’ipotesi in cui il numero di occupati rimane fermo, influisce non poco il costo del lavoro. Se infatti gli stipendi aumentano, l’effetto sarebbe sempre e comunque inflattivo.
Bene, il dato di oggi pomeriggio è veramente sorprendente.
Il dato sul costo unitario del lavoro è praticamente RADDOPPIATO nel secondo trimestre 2016.
Unit labor costs in the U.S. rose more-than-expected in the last quarter, official data showed on Thursday. In a report, Bureau of Labor Statistics said that U.S. unit labor costs rose to a seasonally adjusted 4.3%, from 2.0% in the preceding quarter. Analysts had expected U.S. unit labor costs to rise to 2.1% in the last quarter. (Source)
Segnale non da sottovalutare in ottica rialzo tassi della FED
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