Vertice UE: Merkel all’angolo, ma i mercati non possono più aspettare

No agli Eurobond, si ai Project Bond, ma le divergenze sono ancora incolmabili. E sul Grexit (uscita Grecia dall’Euro) massima incertezza
Sul meeting di ieri sera ho già scritto in un post dedicato ed editato ancora a meeting “aperto”, basato su fonti USA e su rumors in uscita dalla cena. Permettetemi però delle integrazioni importanti.In linea di massima, quanto ho scritto è stato poi confermato da quanto si legge oggi sui giornali.
Cerchiamo di fare una massima sintesi di quanto è accaduto:
La discussione è stata molto accesa. Possiamo dire che il ruolo da protagonista lo hanno avuto fondamentalmente 3 stati: Germania, Italia e Francia.
GERMANIA: La Merkel continua con la linea DURA. No all’ammorbidimento nei confronti della Grecia, no all’allungamento del piano di rientro, altrimenti l’UE perde credibilità. E in caso di mancato raggiungimento dei target, Atene può scordarsi i 130 miliardi promessi.
Sempre NO secco agli Eurobond (“no alla mutualizzazione del debito fintanto che i bilanci nazionali saranno ok” ma quindi dovremo aspettare il 2075?), ok per i Project bond, ma ancora NO ad una maggior operatività della Bce e alla trasformazione dell’ESM in braccio operativo della stessa, come ipotizzato proprio su questo blog.
FRANCIA: ok ad ammorbidimento linea nei confronti di Atene. E in pieno disaccordo con la Germania, SI a Eurobond, super ESM e nuova BCE. Insomma, Germania e francia agli antipodi.
ITALIA: ruolo di mediatore per Monti, appoggiando però le idee francesi, con l’aggiunta della Golden Rule spiegata ieri sera.
Inutile dire che i tedeschi si stanno approfittando in modo enorme della loro posizione di forza. In questo momento si finanziano allo 0.07% a 2 anni (vedi l’emissione di ieri di Schatz) mentre il resto d’Europa viaggia ad un 5-6%. La debolezza dell’Euro rappresenta per la Germania un motore per un’ulteriore crescita. Peccato che come detto, i signori non capisco che se affondiamo noi, affondiamo tutti. Loro compresi.
Quindi, un fantastico ed ennesimo nulla di fatto. Peccato che però, i mercati, loro non aspettano fino al meeting di Giugno. Loro saranno aperti sempre tutti i giorni, con una volatilità sempre più accesa, in perenne lotta tra quotazioni troppo sacrificate ed Euro incertezze. Fondamentali sbandierati a destra e manca, e listini in forte pressione su timori di Grexit e crisi di liquidità delle banche (non di tutte, ben inteso, ma solo di quelle più deboli con sede nei paesi periferici, vedasi il caso Grecia e il riscorso all’ELA, alias Emergency liquidity assistance). Anche se, giunti a questo punto, di economico non c’è più nulla. La partita è TOTALMENTE politica. E allora…che senso ha spaccarsi il cervello quando a decidere non sono i fondamentali ma i “fat bottom” a Bruxelles?
Ed infine, la telenovela Grecia. Ieri c’è stato un tam tam mediatico pazzesco sul fatto che la stessa UE invitava i paesi membri a trovare un Piano B o comunque delle soluzioni in caso in cui la Grecia abbandonasse l’Euro. Notizia ampiamente poi smentita proprio al meeting di ieri sera. In realtà ci stanno pensando veramente. Ma come sempre si aspetta…si aspettano le elezioni in Grecia di metà giugno, dove si spererà di raggiungere in fretta e furia a degli accordi con il nuovo governo. E poi da lì, magari, riprendere in modo più concreto i discorsi intavolati al tavolo di ieri. Nel frattempo però, cosa aspettarsi dai mercati?
Un caro amico, dalla sala operativa,mi scrive oggi…
Io la vedo grigia e sono seriamente preoccupato. Resta solo una speranza (diciamo cosi’) che aspettino le elezioni in Grecia del 17 giugno e la rapida (!!) FORMAZIONE DEL NUOVO GOVERNO CON CUI SCENDERE A PATTI… …INSOMMA PER FIRMARE CARTE CON CHI HA RICEVUTO IL VOTO E CHE – PRESUMIBILMENTE – SARA’ AL GOVERNO PER GLI ANNI A VENIRE PER MANTENERE QUEGLI IMPEGNI. CERTO IN 3/4 SETTIMANE STI MERCATI POSSONO USCIRNE MASSACRATI…
SPERANDO POI CHE NON SI APRA LA VORAGINE SPAGNA O ITALIA. TEMO FINIRA’ MALE. NON DORMO BENE LA NOTTE . AL TEMPO STESSO NON POSSO CREDERE CHE LASCINO ANDARE ALLO SFASCIO LE COSE, TROPPI INTERESSI, USA INCLUSI, E NON SOLO AMERICA O EUROPA…
I mercati ormai sono depressi e non ci credono più a questa farsa pazzesca. Il tutto viene poi condito da conferme e poi smentite in merito alla preparazione delle cosiddette “exit strategy” in caso di fuoriuscita dall’Euro. Una vera farsa, un teatrino che continua da anni. E noi, qui, a subirne le conseguenze.
Ps: visti i toni negativi espressi in questo post, chiedo subito scusa se colpisco la sensibilità di qualche rialzista, a cui propongo però un dibattito costruttivo sulla questione, invito ovviamente validissimo anche per gli altri.
Pps: curiosità statistica. Massimi di mercato a metà marzo. meeting chiave a fine giugno… Ma questo post qui diceva che…
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DT