Viva la Ripresa!

3 Ottobre 2010 21:45

Crescono dello 0.5% i redditi personali degli statunitensi. Crescono i risparmi ad un tasso del 5.8%. Crescono  le spese personali dello 0.4%. Crescono le spese per le costruzioni dello 0.4%. Cresce la fiducia del Michigan. Questo è davvero il miglior mondo possibile.

Oggi il BAE, cioè il Bureau of Economic Analisys, ha rilasciato i dati di agosto in merito a redditi personali, spese e risparmi. Come avrete già capito dal sottotitolo, la ripresa si conferma tenace e a beneficiarne sono in prima persona proprio le persone. E i numeri lo dimostrano chiaramente!

Non vi proporrò grafici, vista la mole di dati da processare, meglio delle semplici tabelle.

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Come potrete leggere da voi stessi nell’ultima colonna, i redditi personali sono cresciuti tra luglio e agosto di 59.3 miliardi di dollari, una cifra niente male visti i 15 milioni di senza lavoro e i 41 e siffola milioni di senza cibo. I salari distribuiti dal settore privato hanno contribuito solo per 26.1 miliardi di dollari, mentre buona parte dell’incremento è dovuto, come al solito, ai sussidi di ogni tipo che il governo elargisce, pari a 35.8 miliardi. Significativo anche l’aumento del valore negli inventari, che contribuisce per 10.1 miliardi, mentre fastidioso risulta l’incremento di 7.2 miliardi nelle tasse personali. In ogni caso, senza che io stia qui a riscrivervi tutti i dati, dovrebbe risultare chiare che la mano governativa è ancora l’unico vero supporto alla “crescita” statunitense.

Le spese personali risultano incrementare di 41.3 miliardi, il che porta a 11.9 miliardi di dollari l’incremento nei risparmi. Tutti soldi che sono sicuro finiranno in borsa per investire sul futuro… .

Ma visto che ci sono, vi propongo la medesima tabella rispetto al marzo del 2008, prima che iniziasse la crisi terminata 1 anno e qualche mese dopo.

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Qui è ancora più evidente quanto sta accadendo. Credo sia lapalissiano come solo l’incremento nei salari governativi, l’incremento nei sussidi governativi e il decremento delle tasse governative ( segno meno nella tabella alla riga 21 ) abbiano consentito alle locuste di aumentare di 221.8 miliardi i loro redditi personali. Senza queste tre categorie, adesso vedremmo scritto -600 ( circa ) miliardi di dollari, invece che + 221.8.

Praticamente, l’unico aumento indipendente dall’intervento diretto del governo ( chissà se la fanta-statistica degli istituti governativi può essere considerata intervento indiretto… ) di una certa entità è quello relativo alla rivalutazione degli inventari, riga 10, ovvero la correzione del valore dei beni capitali e più in generale dei beni privati che possono essere venduti entro un anno di distanza, in accordo con le direttive d’IRS, cioè una cosa tipo l’agenzia delle entrate!   Comunque, è anche bello notare come a fronte di un aumento di 6.419 milioni di persone che abitano il grande paese ( riga 33 ), la forza lavoro sia aumentata di solo 0.144 milioni di persone.

Sti dati fanno acqua da tutte le parti, ma proprio da tutte!

Ma oggi sono usciti anche un botto di altri dati. Tutti scoordinati più che mai, a partire dall’ISM manifatturiero. Sebbene ora non conti praticamente più nulla, essendo meno del 10% dell’economia americana, il settore manifatturiero è comunque considerato un qualche indicatore dello stato generale della situazione economica.

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Praticamente una sfilza lunghissima di segni meno, a confutare completamente gli altri dati regionali. E siccome ormai pure gli asini si chiedono come sia possibile, i relatori hanno deciso di chiarire le anomalie specificando che l’indice nazionale ( quello di sopra ) non deve essere confuso con gli indici regionali. In pratica, ora, le parti fanno si l’insieme, ma un altro! Cito testualmente:

DO NOT CONFUSE THIS NATIONAL REPORT with the various regional purchasing reports released across the country. The national report’s information reflects the entire United States, while the regional reports contain primarily regional data from their local vicinities. Also, the information in the regional reports is not used in calculating the results of the national report. The information compiled in this report is for the month of September 2010.”.

In ogni caso, davvero notevole il fatto che gli unici segni più compaiano proprio sugli inventari ( la smetterà di metter via roba sta gente – ma poi come facciamo con il PIL????  ) e i prezzi. Praticamente, Bernanke e le sue politiche monetarie “del salvo tutti gli amici con tutti i soldi del mondo che stampo io” sta per avere successo  nell’improbabile e sfortunata sfida di far pagare un caffè 10 dollari a 150 milioni di persone che non lavorano!

Passiamo ora alle spese per costruzioni, e anche qui c’è da mettersi le mani nei capelli!

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Aumentano dello 0.4% le spese per le costruzioni, mentre vengono riviste come al solito al ribasso dal -1% al -1.4% quelle di luglio. Anche qui, come per il PIL, c’è solo da notare che l’intervento governativo risulta essere fondamentale. Mentre calano dello 0.9% le spese private, incrementano di ben il 2.5% quelle pubbliche. Ma nasce spontanea la domanda: “che diavolo costruisce di residenziale il governo?”. Non lo so, ma so che nell’ultimo mese, benché in termini assoluti conti davvero poco, le spese per costruzioni residenziali sono incrementate del 6.7%. Forse stanno rifacendo il tetto alla casa bianca, laminato in oro e cosparso di rubini, diamanti e zaffiri. Che ne so!

Infine la giornata odierna è pure foriera dell’incredibile indice dell’incrollabile fiducia del consumatore rilasciato dall’università del Michigan. Probabilmente dal corso di laurea di “Statistica e numeri immaginari”. Fatto sta che da 66.6, diaboli.co livello, l’indice zompa a 68.2. Poca roba ma sufficiente a batter le attese per un 67. A parte gli scherzi, non riesco a capire come faccia sta benedetta fiducia di un popolo alle prese con:

–        57 milioni ( su 310 ), nella migliore delle ipotesi, di o senza lavoro o senza cibo,

–        un qualche altro milione non quantificabile di famiglie che vivono con il terrore di aver la casa o la macchina o i mobili o la biancheria intima pignorata entro la fine dell’anno

–        un mezzo milione di famiglie che la casa l’ha comprata dal pignoramento ad un altro mezzo milione che di fiducia non ne ha più da un pezzo, ma che adesso vive col terrore di scoprire, visto lo scandalo dei mutui, che in realtà la dovranno restituire

–        un paio di milioni che smetteranno di ricevere sussidi nei mesi immediatamente a venire

davvero non capisco come possano “avere fiducia”. Forse ho capito… la fiducia è nel quantitative easing!

Con questo è davvero tutto, buon weekend

(Articolo scritto venerdì notte, 01/10/2010)

Mattacchiuz

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