WALL STREET: è la normale reazione al primo aumento dei tassi FED?

Abbiamo assistito al sell off finale di questa correzione, oppure siamo solo all’inizio di una correzione ancora peggiore? A conti fatti, sembra solo una reazione analoga a quella già registrata in occasione di ogni precedente primo aumento dei tassi ad opera della FED. . Analisi del COT Report del CFTC. [Guest post]
Cari amici, anche nella settimana appena trascorsa, i mercati finanziari internazionali, come temevamo, hanno palesato ancora un’elevata volatilità, che alimenta e suffraga le infauste previsioni di molti circa le prospettive future degli stessi e dell’economia mondiale.
Lo scenario intermarket, in particolare, ha registrato a sorpresa una marcata correzione delle quotazioni del dollar index, stornato del 2,6 %, ed il rapporto EURUSD è improvvisamente schizzato sino a quota 1,12. Uno sviluppo davvero imprevisto, visto che dopo il primo aumento dei tassi deciso dalla FED molti si attendevano un rapporto di parità tra le due monete. La svalutazione della valuta Usa ha inoltre acuito e reso più evidente l’ormai cronica debolezza delle quotazioni delle commodities, stornate nell’ultima ottava del 4,7 % in termini reali. Ed è proprio lo storno di quest’ultime, pari a circa il 25 % negli ultimi 9 mesi, ad alimentare le ipotesi di una riedizione imminente di quanto già visto nel 2008. Personalmente, non condivido tale ipotesi. Rammento infatti che all’epoca i rendimenti sui bond decennali Usa viaggiavano intorno al 5 %, e la conseguente fuga dal rischio li fece crollare sino a quasi il 2 %. Oggi, invece, dopo anni di quantitative easing, i rendimenti dei bond sono già all’1,86 %, pertanto una nuova fuga dal rischio azionario dovrebbe portare i rendimenti del decennale Usa addirittura sotto zero. Ma è credibile tutto ciò ? A mio avviso, assolutamente no. A differenza del 2008, non vi sono, pertanto, oggi via di fuga dal rischio azionario, a meno che non si voglia ipotizzare l’arrivo dell’apocalisse. In realtà la correzione cui stiamo assistendo sui mercati azionari, altro non è che la reazione dei mercati al primo aumento dei tassi deciso dalla FED nello scorso dicembre. Reazione convulsa, ma molto simile, come dimostra il seguente grafico, a quella registrata in precedenti analoghe occasioni.
Ciò premesso, passo ad esaminare i nuovi dati del COT REPORT settimanale, pubblicati venerdì sera dalla CFTC (Commodity Futures Trading Commission), concernenti i valori aggregati dei Futures e delle Options su tutti gli indici azionari USA, che risultano essere i seguenti:
Commercial Traders : + 47.537
Large Traders : – 42.374
Small Traders : – 5.163
Dopo l’ultima convulsa settimana, direi che c’era da aspettarselo. Muta, infatti, consistentemente la configurazione del mercato dei derivati azionari Usa. In quest’ultima ottava le movimentazioni sono state, infatti, davvero ingenti, pari a ben 38.865 contratti. In particolare, sia i Large Traders, che cedono ben 27.608 contratti long, che gli Small traders che cedono, a loro volta, 11.077 contratti long, e che passano nuovamente nell’insolita posizione Net short, dopo molte settimane d’incertezza, si arrendono all’evidenza liberandosi di gran parte della loro residua dotazione long. I Commercial Traders, invece, come sempre accade in queste occasioni, fanno incetta di tutti i titoli svenduti loro dagli altri impauriti operatori, ed assumono una marcata e pingue posizione Net Long. Le ingenti movimentazioni di quest’ultima settimana, sembrano davvero esprimere il sell-off finale di questa particolare fase dei mercati azionari. Le mani deboli hanno ormai venduto, credo tutto il vendibile, e pertanto mi attendo che in quest’ottava il mercato azionario Usa confermi e consolidi il doppio minimo di breve in formazione sull’ S&P 500, in attesa che si chiariscano meglio le prospettive future dell’economia mondiale, e che ritorni maggiore fiducia tra gli operatori.
Momento, pertanto ancora difficile ed incerto, che cercherò di tradare con il mio originale trading system, fondato sulla valorizzazione dell’effetto “LONG TERM MOMENTUM“, descritto negli studi dei professori Jegadeesh e Titman, ed illustrati nel mio sito http://longtermmomentum.wordpress.com/. Dopo quest’ultima pesante settimana anche il mio portafoglio, denominato “ Azioni Italia – LTM “, ha accentuato le proprie perdite, oggi pari all’ 8,6 %. Perdite consistenti, ma nettamente inferiori a quelle registrate, dal nostro benchmark di riferimento, costituito dal Ftse All Share, pari nel contempo al – 19,04 %. Una sovra- performance del 10,44 %, che anche in un difficile periodo, conferma, a mio avviso, la bontà del nostro approccio. In perfetta coerenza con la vision generale, sopra esposta, in quest’ottava chiudo le residue posizioni short e riporto al 100 % la mia esposizione long sull’equity italiano. Chi desidera approfondire e ricevere maggiori informazioni sul mio trading system e sulla composizione del portafoglio “ Azioni Italia – LTM “ può consultare, se lo vuole, direttamente il mio sito.
Vi ringrazio per la vostra stima e fiducia, ed auguro a TUTTI gli amici di Intermarketandmore buon trading.
Lukas

