Wall Street vs Main Street: GAP irreale

27 Maggio 2020 14:10

 

La ripresa nei mercati azionari globali da fine marzo è stata notevole. Alla chiusura di ieri sera, lo SP500 era a circa -9% dai picchi di metà febbraio ante Covid-19.
Tutto questo avviene nel bel mezzo di una pandemia globale, mai vista a livello dimensionale negli ultimi 100 anni, con attese di forte recessione con PIL in negativo anche di due cifre (oltre -10%) in moltissimi paesi.

Complimenti all’azione violenta e volumetricamente paurosa del sistema che ha fatto carte false (e non solo) per sostenere tutto il sostenibile. Risulta al momento come un vero miracolo che però non deve trasformarsi in mera illusione. Ed è questo il nostro timore.

Di questi grafici ne avrete la nausea, ma a me piace fare comunque fare il punto della situazione proprio per rimanere sempre ben connessi su quanto sta accadendo.
Tanto per cominciare l’indice CESI aggiornato.
Siamo coscienti del fatto che la macroeconomia in questo contesto merita un’attenzoine “minore” ma non può essere dimenticata.
Gli scostamenti tra le previsioni ed i dati reali sono stati impressionanti, il CESI è letteralmente impazzito in alcune aree geografiche (vedi Eurozona ad esempio), mentre in altre zone sembra navigare più tranquillo. Per ora.

CESI (Citigroup Economic Surprise Index)

Incuriosisce non poco la risposta del Giappone e dei paesi emergenti, al momento sorprendentemente “fuori” dai numeri del Covid-19. Molto bene la ripresa Cinese, e dal pounto di vista globale, rende bene l’idea l’indice G10, dove si nota il crollo e anche la leggera ripartenza.
Leggera.
Mi sembra un grafico ad oggi decisamente coerente con la realtà ma i mercati la pensano diversamente, scontando scenari ben più ottimistici.

Wall Street vs Main Street

Ho fatto allora un piccolo esperimenti proprio per “toccare con mano” la stranezza del momento ed ho generato quello che potrebbe essere un “Price Earning” dell’indice SP500 (che è benchmark ma anche indice azionario della globalizzazione) confrontandolo con l’indice di Fiducia dei consumatori USA.
Il risultato è statisticamente MOLTO interessante. Statisticamente perché poi, nell’effettivo, questo mondo funziona tutto all’incontrario, finchè dura.

Restiamo nell’ipotesi che la verità “sta nel mezzo”, intanto però è palese una clamorosa correlazione tra i due indici (quindi capite benissimo perché si vuol fare l’impossibile per tenere alto il morale della truppa). Ma il gap è tanto anomalo quanto irreale nel medio termine.

“E’ molto probabile che lo scenario più favorevole sia ormai fuori portata e che la caduta del Pil sarà a metà strada fra lo scenario intermedio (-8%) e quello più grave, che è un po’ più di -12%”. Lo ha detto la presidente della Bce, Christine Lagarde, parlando dell’impatto del coronavirus sull’Eurozona nel 2020. Il Pil “calerà più che durante la grande crisi finanziaria del 2009: allora si segnò -4%/-5%, ora sarà probabilmente il doppio” (leggasi quindi -10% ndr). [Source]

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Danilo DT

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