Whatever…you need is Mario Draghi!

4 Febbraio 2021 07:52

Il riferimento all’ormai mitico “whatever it takes” è chiaro. In questo post non mi metto a fare politica o previsioni, credo che ci siano fior di professionisti molto più preparati di me, anche in ambito “toto-nomine”. Proviamo invece a capire come il mercato abbia preso la notizia dell’OK di Super Mario.
Beh, in realtà è un post apparentemente inutile perché il risultato è sotto gli occhi di tutti. E allora rendiamolo un po’ meno inutile con alcune considerazioni che, vedrete dopo, sono suffragate anche da documenti che ci permetteranno di valutare, a posteriori, la coerenza di questa persona che rappresenta un po’ l’ “ultima spiaggia”.

Mario Draghi è tutto quello che occorre per cambiare nel breve la view sull’Italia. Perché, come dicevo ieri, i mercati che se ne fregano della “memoria”, ora vedono il binomio “Draghi-Italia” come una cosa possibile, sensata, credibile. E quindi ecco che, in un mercato ricco di liquidità che non si sa più dove investire, l’Italia diventa un posto appetibile per comprare un po’ di tutto, meglio se con codice ISIN che inizia per IT.

Il primo a reagire è il nostro vecchio amico Spread BTP-Bund e subito dopo il mondo che Mario Draghi meglio rappresenta, ovvero le banche. Inoltre se prima il Recovery Fund era un’incognita, oggi per il mercato sarà una pratica seguita da Super Mario e quindi verrà portata a termine con successo.
Signori, si fanno i conti senza l’oste perché il primo Governo Draghi è un “work in progress” totale. Ma c’è fiducia, e la credibilità del soggetto fa il resto.
Che poi faccia gli interessi di chi…questo è un altro paio di maniche. C’è chi dice che è il braccio armato della Germania sull’Italia, la voce di BlackRock o del Bildemberg, o ancora dei Rotschild. Massi dai, tutto questo fa anche tanto colore. In realtà Draghi è la voce della disperazione perché non c’erano alternative. Solo un super personaggio come lui (ripeto, per credibilità e prestigio) poteva dare un senso persino alla crisi di Renzi. Mattarella ha fatto l’unica cosa che quindi doveva fare. E per fortuna Draghi ha accettato il ruolo di Premier traghettatore.

Si, perché non mi aspetto con lui la rivoluzione copernicana, ma l’indispensabile per arrivare alle nuove elezioni: e a quel punto un Draghi bis? Presto per dirlo ma ipotesi secondo me difficile. Lo vedo meglio come Presidente della Repubblica a tendere.
Qualcuno, soprattutto dall’estero (cosi mi riferiscono) sperano in un Draghi innovatore e rivoluzionario. Non penso, non ha il tempo e nemmeno l’appoggio per essere così incisivo. Larghe intese e incrociamo le dita.

SPECIAL MISSION: RECOVERY PLAN

Ammetto personalmente tanta curiosità per come sarà gestita la questione più importante ed urgente: il Recovery Plan. Ricordate bene: i fondi non arriveranno in automatico, sono subordinati all’attuazione delle riforme nazionali che dovranno essere presentate a Bruxelles (che dovrà dare l’ok), ma finora il processo è stato piuttosto confuso ed improduttivo, vuoi per l’incapacità di alcuni politici oppure dei contrasti nelle stanze dei bottoni. Almeno su una cosa dovremmo essere certi: Draghi non ha l’obbligo e il peso di un partito politico da servire. Il suo unico partito si chiama ITALIA e per una volta auguriamoci che le prese di posizione siano veramente a favore del futuro degli italiani.
Intanto però investite 30 minuti del vostro tempo e risentite cosa il buon Draghi ha detto al Meeting di Rimini ad agosto dell’anno scorso. E vediamo se, almeno lui, cercherà di essere coerente coi principi espressi.

“Ora è il momento della saggezza nella scelta del futuro che vogliamo costruire. Ai giovani bisogna dare di più: i sussidi finiranno e resterà la mancanza di una qualificazione professionale, che potrà sacrificare la loro libertà di scelta e il loro reddito futuri” (…)
“La società nel suo complesso non può accettare un mondo senza speranza; ma deve, raccolte tutte le proprie energie, e ritrovato un comune sentire, cercare la strada della ricostruzione.” (…)
“Dobbiamo accettare l’inevitabilità del cambiamento con realismo e, almeno finché non sarà trovato un rimedio, dobbiamo adattare i nostri comportamenti e le nostre politiche. Ma non dobbiamo rinnegare i nostri principi. Dalla politica economica ci si aspetta che non aggiunga incertezza a quella provocata dalla pandemia e dal cambiamento. Altrimenti finiremo per essere controllati dall’incertezza invece di esser noi a controllarla.”(…)
“Ora è il momento della saggezza nella scelta del futuro che vogliamo costruire. Il fatto che occorra flessibilità e pragmatismo nel governare oggi non può farci dimenticare l’importanza dei principi che ci hanno sin qui accompagnato.”(…)
“Dobbiamo ora pensare a riformare l’esistente senza abbandonare i principi generali che ci hanno guidato in questi anni: l’adesione all’Europa con le sue regole di responsabilità, ma anche di interdipendenza comune e di solidarietà; il multilateralismo con l’adesione a un ordine giuridico mondiale.”(…)
“Il ritorno alla crescita, una crescita che rispetti l’ambiente e che non umili la persona, è divenuto un imperativo assoluto: perché le politiche economiche oggi perseguite siano sostenibili, per dare sicurezza di reddito specialmente ai più poveri, per rafforzare una coesione sociale resa fragile dalla pandemia e dalle difficoltà che l’uscita dalla recessione comporterà nei mesi a venire, per costruire un futuro di cui le nostre società oggi intravedono i contorni. L’obiettivo è impegnativo ma non irraggiungibile se riusciremo a disperdere l’incertezza che oggi aleggia sui nostri Paesi.” (…)
“…il debito creato con la pandemia è senza precedenti e dovrà essere ripagato principalmente da coloro che sono oggi i giovani. È nostro dovere far sì che abbiano tutti gli strumenti per farlo pur vivendo in società migliori delle nostre. Per anni una forma di egoismo collettivo ha indotto i governi a distrarre capacità umane e altre risorse in favore di obiettivi con più certo e immediato ritorno politico: ciò non è più accettabile oggi. Privare un giovane del futuro è una delle forme più gravi di diseguaglianza.” (…)
“Trasparenza e condivisione sono sempre state essenziali per la credibilità dell’azione di governo; lo sono specialmente oggi quando la discrezionalità che spesso caratterizza l’emergenza si accompagna a scelte destinate a proiettare i loro effetti negli anni a venire.” (…)
“La strada si ritrova certamente e non siamo soli nella sua ricerca. Dobbiamo, lo dico ancora un’ultima volta, essere vicini ai giovani investendo nella loro preparazione. Solo allora, con la buona coscienza di chi assolve al proprio compito, potremo ricordare ai più giovani che il miglior modo per ritrovare la direzione del presente è disegnare il tuo futuro.” (Source)

Se saprà essere coerente con quanto ha detto, e farà anche solo la metà delle cose espresse, sarà veramente l’uomo del miracolo.

AMEN

STAY TUNED!

Danilo DT

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