Outlook 2026: La Grande Illusione dei Mercati (e come non cascarci)
Se state leggendo queste righe aspettandovi la solita pacca sulla spalla istituzionale che vi dice “comprate tutto che andrà tutto bene”, avete sbagliato blog. Per quello ci sono i report patinati delle banche d’affari che usate per fermare le porte quando c’è corrente. Qui su Intermarketandmore facciamo un’operazione diversa: proviamo a togliere il rumore di fondo e guardare la bestia negli occhi.
Siamo reduci da un 2025 che ha sfidato la gravità, drogato da una liquidità che sembrava infinita e da una narrazione sull’Intelligenza Artificiale che ha fatto sembrare la bolla delle Dot-Com un tranquillo pomeriggio di scopone scientifico. Ma tutto questo ci porta a pensare che il 2026 si possa presentare con un conto da pagare. E se andiamo a leggere alcuni report (anche di matrice indipendente) la domanda che ti viene non è se il conto arriverà, ma chi resterà col cerino in mano.
1. La droga della liquidità e l’energia cinetica
Partiamo da un concetto fisico, non finanziario: l’energia. I mercati oggi non si muovono più sui fondamentali. Si muovono sui flussi. Come sto scrivendo nel mio libro in fase di rifinitura La Danza dei Mercati, siamo in un’epoca in cui i prezzi oscillano molto più del valore reale perché ogni dollaro che entra nel sistema viene amplificato da una leva finanziaria mostruosa.
I fondi passivi e gli ETF sono diventati l’elefante nella stanza. Comprano a prescindere dal prezzo, creando un circolo vizioso: più i prezzi salgono, più la gente compra, più i prezzi salgono. È una macchina del moto perpetuo che funziona benissimo… finché la liquidità non cambia direzione. E nel 2026, la liquidità sta per diventare un problema serio.
Ma attenzione: quando l’energia cinetica (il momentum) finisce, l’energia potenziale (la gravità delle valutazioni) presenta il conto.
2. Il campo minato del 2026: 5 rischi che nessuno vi racconta
Mentre tutti festeggiano, ecco cosa sto monitorando con il mio Intermarket Confluence Score (ICS):
1. L’America riaccelera (e l’inflazione pure): Dimenticatevi il “soft landing”. L’economia USA potrebbe ripartire a razzo, spinta da stimoli fiscali che definirei “creativi” (il famoso One Big Beautiful Bill). Risultato? L’inflazione, che tutti danno per morta, potrebbe rialzare la testa da livelli già alti. E la Fed? Si troverà incastrata tra politica ed economia reale.
2. Il Rinascimento Industriale (a caro prezzo): Il mondo sta riportando la produzione in casa (homeshoring). Ottimo per l’occupazione, pessimo per i margini aziendali e per i prezzi al consumo. Investire in infrastrutture, energia e difesa costa. E chi paga? Noi, con tassi più alti.
3. La Fed Politicizzata: C’è il rischio concreto che il nuovo corso della Fed tagli i tassi non perché l’economia ne ha bisogno, ma per pure ragioni politiche. Questo è il carburante perfetto per l’ultima, grande fiammata speculativa prima del crash.
4. La Bolla AI: Motore o Bomba? BlackRock nel suo outlook 2026 continua a essere bullish sull’AI, vedendola come un tema tattico forte supportato da utili resilienti. Io dico: calma. Se la bolla scoppia (e le bolle scoppiano sempre), la correzione delle “Magnifiche 7” si porterà dietro tutto il listino, rallentando investimenti (capex) e consumi di lusso. MA è giusto definirla bolla speculativa? Secondo me no, più corretto chiamarlo ridimensionamento. Ma c’è un problema, il peso delle “magnifiche 7” è tale che il ridimensionamento potrebbe avere effetti importanti su tutto il sistema, proprio come con le bolle.
5. L’Alluvione di Carta (Bond): I deficit governativi stanno esplodendo. Nel 2026 vedremo un’offerta drammatica di titoli di stato e obbligazioni corporate per finanziare tutto questo. Più offerta significa prezzi più bassi e rendimenti più alti. Le curve dei rendimenti si irripidiranno, facendo molto male a chi è rimasto parcheggiato su bond a lunga scadenza senza protezione.
Curve tassi a confronto: USA vs Italia by Tradingview
E poi ovviamente c’è la FED ma.. guardate la volatilità sull’USD (ve la faccio semplice). Praticamente piatta, vuol dire che il mercato ha già scontato tutto e quindi non si aspetta scossoni o annunci strani. Calma apparente mi sembra ovvio.
3. BlackRock vs Realtà: Chi ha ragione?
Ho letto con attenzione l’outlook di BlackRock per il 2026. Proprio perché loro gestiscono masse immani. Loro vedono un mondo trasformato da “mega forze”, dove bisogna essere selettivi. Dicono di sovrappesare l’azionario USA sull’onda dell’AI e di guardare al Giappone e alle infrastrutture.
Il mio commento? “Ni”. Hanno ragione sul fatto che la diversificazione classica è morta (un concetto chiave anche nel Fusion Method che tratto nel libro), ma sottostimano il rischio comportamentale (Behavioral). Loro vedono “opportunità idiosincratiche”, io vedo un mercato dove l’avidità ha sostituito la paura e dove gli investitori inseguono la volatilità con strumenti a leva, ignorando che il sistema è fragile come un cristallo.
La loro chiamata sul Giappone e sulle Infrastrutture è sensata (Value + Intermarket favorevole), ma sull’AI americana vedo troppa euforia. Come ci insegna l’oscillatore FGO che tratterò sul mio libro (Fear & Greed Oscillator), quando tutti sono avidi, è il momento di avere paura.
PS: E scusatemi se inizio a spoilerare qualcosa, ma dopo tanto tempo in cui il progetto era nell’incubatrice, ora mi sembra giusto cominciare a parlarne un pochetto.
4. Dove scappare? (O meglio, dove posizionarsi)
Se l’America è cara e l’AI è una roulette russa, cosa ci resta? Il 2026 potrebbe essere l’anno della Grande Rotazione.
• Europa ed Emergenti: Dopo anni di dominio USA, le valutazioni qui sono finalmente sensate. Con un dollaro che potrebbe indebolirsi (un vento favorevole classico per gli asset globali), la crescita degli utili in queste aree potrebbe sorprendere in positivo.
• Debito in Valuta Locale: Se il dollaro scende, il debito dei mercati emergenti in valuta locale diventa interessante. Rendimenti alti e valute che si apprezzano: il sogno di ogni investitore Intermarket.
• Gold & Commodities: Se l’inflazione torna e la fiducia nelle banche centrali vacilla, l’oro non è più solo un “hedge”, ma una necessità. BlackRock lo vede come tattico, io lo vedo come strategico in un portafoglio ben bilanciato. Anche se parlando sempre di flussi, occorre mai dimenticare il ruolo che ha avuto la finanza passiva proprio nei confronti dell’oro. Quanto cubano gli ETF sul metallo giallo e quale potrebbe essere l’effetto di un deleveraging? La logica è una cosa ma poi i mercati, come detto prima, si muovono su dinamiche diverse, e specialmente nel breve termine sono i flussi a generare i trend, non certo i fondamentali.
Conclusione: Siate Generali, non Cecchini
Nel mio libro spiego come passare dall’essere un cecchino che cerca il colpo della vita, a un Generale che gestisce le truppe. Il 2026 non sarà un anno per eroi solitari. Sarà un anno per chi ha un metodo.
Non inseguite i rendimenti passati. Non comprate l’ETF sull’AI solo perché il vostro vicino di casa ha fatto il 50% l’anno scorso. Usate la testa. Misurate il valore , controllate il sentiment e guardate dove soffia il vento macro .
La festa sta finendo o sta solo cambiando musica? Non importa. L’importante è che voi sappiate ballare anche quando la musica si ferma.
STAY TUNED!