Bond: Irlanda salvata, per il momento

15 Novembre 2010 11:41

PIIGS, effetto contagio e rischio volatilità

Al G20 ci sono stati tanti discorsi fumosi ed inutili. Solo sul tema Irlanda c’è stata una certa coesione tra i vari membri soprattutto europei. Guidati dalla Merkel, che spinge per una soluzione Europea, gli stati europei sono pronti a sostenere l’Eire. Anche perché non potrebbero fare diversamente.
Ufficialmente Dublino non ha ancora fatto richieste “ufficiali” ma il momento si avvicina. Cifra stimata: 80 miliardi di Euro. Con una distribuzione della cifra nell’arco temporale 2011-2013, che servirà a tamponare le falle ma, come sempre, non andranno a risolvere il problema. Il debito pubblico irlandese dovrebbe aggirarsi sui 97 miliardi di Euro, con distribuzione di scadenze sia nel range temporale degli aiuti ma anche dopo.

Distribuzione debito pubblico Irlanda

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Ma il problema oggi non è solo il debito pubblico (che comunque alle varie scadenze dovrà trovare acquirenti pronti a fidardi di Dublino) ma il clamoroso deficit e la situazione delle banche.

Ma a cosa può portare questo atteggiamento e questo modo di gestire il problema? Semplicemente si “sposta” in avanti la questione. E si evita nel breve il peggio. Infatti, non dimentichiamo mai che il problema Irlanda ha ripercussioni immediate per quello che riguarda il “rischio contagio” o effetto domino. Infatti da questa slide tratta da Bloomberg su dati della Banca dei Regolamenti internazionali (BIS), vedrete l’esposizione delle banche al debito irlandese.

Esposizione banche al debito Irlanda

Ecco quindi perché la Merkel fa pressione. Occorre evitare assolutamente l’effetto contagio, evitare che si scateni sui mercati volatilità con conseguente perdita di valore sia del debito irlandese ma anche del debito delle altre nazioni periferiche. I famosi PIIGS. E più aumenta la tensione e lo stress sul mercato e più il danno sarà grande in quanto, a quel punto, arriverebbe la speculazione che, con derivati e quant’altro, andrebbe ad affossare titoli e indici. Con effetti devastanti sui bilanci di banche ed aziende. E gli Stati oggi non hanno assolutamente la forza per difendersi ad una bufera di queste dimensioni.


Quindi, per il bene comune, l’Irlanda sarà salvata. Ma sarà solo l’ennesimo antidolorifico che non risolve la patologia, ma dà un po’ di sollievo. E poi domani…è un altro giorno. Incrociamo le dita…e aspettiamo il giorno del default pilotato di stati come Irlanda, appunto, e Grecia, tanto per fare due nomi. Default controllato che ci verrà venduto come ristrutturazione del debito e che comproterà ai possessori dei bonds un inevitabile abbattimento di una quota consistente in conto capitale.

 

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DT

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