PIGS vs UE: vince chi è più forte
Il mercato ha capito, la gente no. Credit Default Swap e salvataggi obbligati.
Il giorno dopo il salvataggio dell’Irlanda, si scopre che il mercato, contro le previsioni, reagisce negativamente subodorando la “crisi Portogallo” e le banche, soprattutto in Italia, scendono ancora. Che il mercato inizi a scommettere su un rischio default sull’Italia? Impossibile a dirsi oggi. Certo è che il mercato guarda avanti. E lo si vede benissimo dalla cursa del CDS di un altro paese, quello che oggi è più nel mirino di tutti dopo il bailout dell’Irlanda, ovvero il Portogallo.
Guardate questo grafico preso da Reuters sintetizza in modo perfetto come il mercato legge il salvataggio dell’Irlanda e soprattutto (essendo il CDS del Portogallo) la previsione sul mercato per il paese della penisola iberica.
Grafico Credit Default Swap Portogallo

Trovate 3 linee. Linea nera: è la curva del CDS del Portogallo ad aprile, prima del bailout greco. Una curva che definirei “tradizionale”, con un rischio default che sale con l’aumento della duration.
Ma guardiamo la curva del CDS portoghese a giugno, la linea verde. Il mercato legge correttamente il fatto che il Portogallo rischia il default negli anni a seguire il 2010 ( 2010-2015) e quindi il rischio default è ben maggiore a breve che non a 10-20 anni.
E ora viene il bello: linea rossa, ovvero quella di oggi. Ma come è che a breve scende per poi salire e poi di nuovo scendere?
Il mercato legge purtroppo molto bene la situazione. Un eventuale salvataggio del Portogallo è, a breve, dato quasi per certo. Ma poi…il rischio default torna ad aumentare perché, si sa, si mette una toppa e non si risolve il problema. Questo il mercato dei Credit Default Swap ha capito la verità che ci spetta. Ma molti si illudono che invece, salvando oggi, si salvi a titoli definitivo.
Intanto però, l’Irlanda sarà salvata. A breve. E la cosa ridicola che, come già detto mille volte, l’Irlanda NON voleva essere salvata, perché farsi salvare, significa dover dipendere da organismi esterni, che ti piloteranno, ti costringeranno a cedere tutto quanto hai creato in tanti anni, tipo regime fiscale privilegiato, tanto per fare un esempio. E’ l’ennesimo atto di forza di chi è più forte, e l’Irlanda non ha oggi numeri sufficienti per difendersi. E’ stato un passo obbligato, ma forzato. E con il Portogallo accadrà la stessa cosa. E poi…speriamo finisca così. L’Italia non è grazie a Dio l’Irlanda, e il Portogallo è ancora di meno a livello di peso politico -economico. Forse non saremo colonizzati, ma se le cose dovessero incrinarsi ulteriormente è un passo che non si può escludere a priori.
Incrociamo le dita, non dimentichiamo che la speculazione può fare danni inimmaginabili anche quanto “il fatto non sussiste”. O come nel caso dell’Irlanda, non c’è l’emergenza.
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DT
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