PETROLIO: lo scenario di breve e di medio periodo
Grafico petrolio a breve long, ma la curva future non promette grossi spazi di rialzo
E’ veramente notevole il dato di ieri sulle scorte di petrolio USA. Un vero e proprio crollo verticale delle scorte di greggio. E’ dal 2002 che non si vedevano livelli così bassi. C’è poco da fare, non dobbiamo ignorare l’evidenza. La cura Bernanke ha tanti punti negativi, ma effettivamente ha stimolato la ripresa. Certo, tutto questo non genera una “vera ripresa economica” in quanto il rally del PIL è legato soprattutto ad incentivi e stimoli statali.
Ma…quando mancherà la benzina, che succederà? Questo al momento lo ignoriamo, o meglio, già lo sappiamo in quanto la crescita non ha basi solide e quindi è destinata a sgonfiarsi. Però è anche vero che non possiamo attendere all’infinito il crollo delle borse. Occorre essere propositivi ed accettare le regole del gioco (quante volte l’ho già ripetuto?).
Il giochino di Bernanke è nato per generare ricchezza “artificiale”. Vedasi anche il sostegno alle borse che, salendo, hanno comunque arricchito Mr Smith, il quale torna a consumare. Ed ecco quindi i dati sul petrolio, una delle conseguenze di questo ragionamento. Scorte scese di circa 10 milioni di barili. Il tutto poi condito dal dato dell’OPEC che decide di non aumentare la produzione. Una manna per i rialzisti.
Curva prezzi future in…contango o backwardation?
Malgrado tutto questo però, c’è una cosa che non mi convince proprio. Come ho fatto giorni fa col rame, oggi col petrolio vi faccio vedere la curva dei prezzi future (bianco), e ve la sovrappongo a quella di 6 mesi fa (verde) e 12 mesi fa (arancio).
Come potete vedere la curva future si è “deteriorata” passando da un deciso e rialzista contango di un anno fa, ad un contango iniziale seguito da backwardation successivo per i giorni attuali.
E’ come se il mercato scommettesse su un rialzo ancora per qualche mese ma poi una fase correttiva in arrivo. La configurazione della curva future secondo me è da tenera in seria considerazione perché ci illustra la posizione e le vere previsioni sul mercato per il futuro.
Grafico Petrolio
Il grafico del petrolio, di per sé, non dà grosso spazio all’immaginazione.
Rotto il livello 100% di Fibonacci ovvero i massimi relativi precedenti, cerchiati in azzurro, ora il grafico petrolio vuole spingersi al rialzo. La rottura del triangolo (giallo) ci porta addirittura a calcolare un target che diventa addirittura un livello chiave di medio periodo, ovvero area 100 $/bar (a dire il vero, il calcolo porta a 102). Inutile dire che le implicazioni intermarket ci suggeriscono un occhio di riguardo, a questo punto, anche a dollaro e equity, vista la grande correlazione tra queste asset class.
Conclusioni
A breve lo scenario per il petrolio è senza dubbio rialzista se si valuta il grafico daily. Ma per il medio periodo la cautela è d’obbligo, e non è una sensazione a dircelo, bensì il mercato stesso.
Ma come sempre, teniamo in considerazione l’intermarket. Infatti togliamoci dalla testa l’idea che il petrolio potrà muoversi in modo autonomo da tutto il resto. Come sempre le correlazioni saranno determinanti. Altrimenti che senso aveva chiamare questo blog intermarketAndmore?
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DT
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