Se questo non è conflitto sociale

Pubblicato 29 Gennaio 2011 Aggiornato 30 Gennaio 2011 15:36

Credo sia noto a tutti quanto sta accadendo in Egitto. Ormai è coprifuoco e siamo un passo dalla guerra civile.

L’Egitto è in fiamme e il suo destino è ormai appeso alle scelte che faranno i militari nelle prossime ore. Sono in corso scontri di piazza drammatici: ancora incerto il bilancio delle vittime degli scontri registrati venerdì al Cairo, la capitale egiziana dove sono in corso proteste contro il governo di Hosni Mubarak…Il coprifuoco proclamato dalle autorità egiziane in tutte le città interessate dalle proteste antigovernative, è stato comunque ignorato. Le autorità di sicurezza avevano ordinato di lasciare le strade dalle 18 (le 17 in Italia) alle 7 di sabato mattina, ma al Cairo i manifestanti hanno sfidato la polizia, nonostante i 10 tank presenti nel centro città, continuando a marciare sul ponte Qasr al-Nil e arrivando fino alla centralissima Piazza al-Tahrir….Dalla notte internet è risultato inaccessibile in tutto l’Egitto. Il governo sembra aver bloccato la principale arma degli attivisti. I social network sono stati fondamentali per l’organizzazione delle proteste cresciute in questi giorni . Bloccato anche il servizio di sms fra cellulari. La conferma arriva anche da Vodafone. L’operatore inglese ha fatto sapere che oggi il governo egiziano ha chiesto all’azienda di sospendere la copertura in alcune aree del Paese. E Vodafone eseguirà la richiesta spiegando che le autorità egiziane chiariranno la situazione a tempo debito…. (Fonte)

E proprio a questo proposito, sul sito The Arabist viene denunciato il SHUT DOWN dello strumento di informazione più libero ed indipendente, con tutte le sue sfaccettature e caratteristiche, tra cui una, fondamentale: la libertà. Ovviamente si parla di internet.

Questo significa violare la libertà, questo è il primo passo che porta verso la guerra sociale, questo è l’ennesimo scenario cupo che si aggiunge a quanto già visto fino ad ora, che ci porterà all’inevitabile continuazione del conflitto sociale. E non solo in Africa. come detto in passato, i politicanti avranno vita dura nel cercare di riuscire a tenere in piedi una situazione che non sta creando un futuro, ma sta spostando in avanti i problemi. E speriamo (egoisticamente) di non dover mai vedere situazione come queste qui sotto illustrate dall’AP.

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DT

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