Le nuove regole che cambieranno Euro e Unione Europea
24 marzo 2011. Segnatevi questa data.
Certo, vi starete chiedendo perché.
Il 24 marzo 2011 potrebbe essere il vero D-Day per l’Euro, per l’Unione Europea, per i paesi periferici e anche per l’Italia. Il 24 marzo ci sarà un Consiglio Europeo dove si cambieranno le regole del gioco. Per farla molto breve, verranno imposte tutte quelle condizioni necessarie per cambiare registro, per dare un futuro all’Euro e per salvare l’Unione Europea E le condizioni saranno dettate da chi comanda, ovvero la Germania.
Quali saranno queste condizioni? Leggendo qua è là, credo di essere riuscito a stilare l’elenco dei paletti che la dama teutonica detterà al mercato europeo.
1) Rivoluzione fiscale: è il passaggio più logico. La Germania chiederà maggior uniformità fiscale e sui periferici si chiederà la possibilità di vigilare fortemente su deficit, partite correnti, debito pubblico e quant’altro. In poche parole, l’Europa di serie A vigilerà, controllerà e per certi versi dominerà con costrizioni vincolanti l’Europa di serie B.
2) Bilancio: Verrà imposto il pareggio di bilancio. Ovviamente i problemi salteranno fuori per quei paesi, come l’Italia, dove il debito elevato diventa molto problematico con tassi in aumento, il che costringerà il Bel Paese a trovare in qualche modo dei soldi. Visto che ormai si è tagliato persino le spese della carta igienica a Montecitorio (certo, sto esagerando, di sprechi ce ne sono ancora moltissimi…) credo sia necessaria anche una stretta fiscale, da tempo attesa dal sottoscritto in quanto…secondo me non ci sono vie alternative. La parola austerity vi ricorda qualcosa?
3) Ristrutturazione del debito: paesi come Irlanda e soprattutto Grecia dovranno accettare misure drastiche e violente per rimettersi in sesto. E una di questa è la ristrutturazione del debito. E chi ristrutturerà, diventerà la Cenerentola d’Europa.
Proprio in merito a quest’ultima questione, ovvero il debito pubblico della Grecia, il FMI ha fatto due conti. Il ratio debito pubblico/Pil dovrebbe arrivare nel 2013 al 158% (attualmente stimato al 145%), Livelli indifendibili e insostenibili, senza poi dimenticare che sono il frutto di false comunicazioni date la mercato (la Grecia ha falsificato i dati). Recentemente il rendimento dei titoli ellenici sono tornati a scendere, i CDS sono seguiti a ruota, e addirittura nell’ultima settimana la BCE non ha più dovuto sostenere il mercato con acquisti di titoli periferici in quanto la fiducia del mercato ha autoalimentato il sostegno economico e psicologico degli Hellas Bonds. Ma per quanto tempo potremo ancora godere di questa idilliaca situazione, visto che moltissimo resta ancora da fare? Quanto resisterà ancora questo regime di calma apparente?
Difficile dare queste risposte, come è difficile ed arduo riuscire a gestire e a capire come faranno i paesi che rappresentano l’anello debole dell’UE ad accettare le regole imposte dalla Merkel il 24 marzo.
Intanto l’inflazione in Europa inizia a tuonare. Non sono previste prese di posizione (siamo ancora lontani dalla vera “zona pericolo”). Certo che un aumento dei tassi proprio ora sarebbe la mazzata che manca per falcidiare qualsiasi sogno di ripresa dell’agonizzante economia dei paesi periferici. E questo, per le dinamiche Euro, non può e non deve succedere.
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DT
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