Credit Default Swap: la mappa del rischio

7 Febbraio 2011 13:01

Chi segue questo blog, sa che ormai da tempo (diciamo dal crack di Lehman Brothers) continuiamo a seguire i CDS ovvero i Credit Default Swap come importante indicatore del rischio. Una sorta di contratto di assicurazione contro il fallimento di un emittente. Soprattutto mettendo a confronto i vari emittenti, spesso si possono scoprire delle cose molto interessanti.
Ho provato in questo ambito a “fondere” una serie di cartelle che mi ero costruito con i vari CDS, tanto per capire dove oggi il mercato “vede” maggior rischio default. E le sorprese non sono mancate.
Innanzitutto chiedo scusa se alcune voci si sono ripetute e quindi le troverete doppie e consecutive. Capirete benissimo che si tratta dello stesso emittente (avendo lo stesso CDS).
Ho colorato in ROSSO gli emittenti che oggi sono considerati al TOP del rischio e con un Credit Default Swap superiore alla ragguardevole soglia dei 750bp. Ho invece colorato in verde gli emittenti che oggi garantiscono, secondo il mercato, una tranquillità assoluta.

Noterete che al top del rischio CDS ci sono delle banche Irlandesi, greche, spagnole e portoghesi, e tra di loro fa capolino anche qualche emittente sovrano ben noto a livello di rischiosità ed instabilità politicae/o economica.
Ma poi…subito dopo…troviamo il debito subordinato di due banche italiane. Ricordate cosa avevamo scritto sui bond subordinati. Le obbligazioni subordinate possono nascondere dei rischi molto seri. Meglio non dimenticarlo mai, anche perché per il sistema bancario soprattutto europeo i problemi sono tutt’altro che finiti.
A dirlo e confermarlo è stata Fitch.

…Dalla presentazione dell’European credit outlook dell’agenzia di rating Fitch è emerso che, se i governi dovessero ridurre il proprio supporto, un quarto delle banche europee rischierebbe il taglio del rating. Fitch parlano di mercato Emea (Europa, Medio Oriente e Africa) ma si riferiscono soprattutto all’Europa, il cui settore creditizio è decisamente più consistente. Al netto degli aiuti statali, calcola Fitch, il merito di credito di nove banche dovrebbe ridursi addirittura di otto gradi. Per esempio: dalla tripla A (massimo livello di sicurezza) alla tripla B (qualità medio bassa). Sono invece sette le banche in cui il peso del pubblico vale sette gradini di rating. Cinque istituti si vedrebbero tagliare il merito di credito di sei punti. Dieci, senza aiuto statale, avrebbero il merito di credito ridotto di cinque gradi e così via… (Source)

Fitch non fa nomi, ma sembra sia esclusa l’Italia da questa lista nera. Speriamo in bene. E sempre per indiscrezioni, Fitch teme soprattutto per il sistema bancario di Spagna, Gran Bretagna, Portogallo e Irlanda. E per le italiche? Banco Popolare sta per concludere un aumento di capitale indirizzato a riportare i parametri in linea con Basilea 3. E per le altre si vedrà.
Intanto un ultimo monito. Quest’anno, 2011, scadranno ben 600 miliardi di prestiti emessi dal sistema bancario Europeo. Incrociamo le dita soprattutto quando dovrà essere rinnovato. Oggi l’operazione “fiducia” sta permettendo un roll over del debito abbastanza tranquillo anche se, per determinate banche, decisamente oneroso. Speriamo che il giochino non si inceppi altrimenti saranno guai per tutti.

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DT

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