Aumento Tassi: prima in Europa o negli USA?

Sulla tematica dei tassi interesse e sulle ipotesi di aumento tassi, prendo in esame la richiesta di un gentile lettore, L.T., il quale mi scrive:
“Gentile DT, ancora grazie per il Vs contributo che giornalmente fornite con qualità ed indipendenza (ndr: grazie!) (….) il mio problema è capire cosa combineranno i tassi nei prossimi mesi. A leggere il Vs blog, sembra di capire che negli USA l’inflazione sia in aumento, anche più che qui, da noi, in Europa. Possiamo quindi dire che i tassi ragionevolmente saliranno prima in USA e poi in Europa? E quando questo avverrà? (…) “
Credo che in molti si stiano chiedendo come, dove e quando i tassi verranno alzati. E proprio mentre scrivo, giunge notizia dell’ennesimo innalzamento dei tassi in Cina che non fa altro che sottolineare ulteriormente che in quell’aree lo spauracchio inflazione è reale.
Tanto per cominciare, andiamo a ragionare su un dato fondamentale, ovvero con chi abbiamo a che fare. Da una parte la FED, dall’altra la BCE. Simili per certi versi, ma molto diverse per altri aspetti. Infatti, come già detto in passato, la BCE ha solo un pallino (previsto dallo statuto) e quel pallino è ASSURDAMENTE solo ed unicamente l’inflazione. Nessun interesse a favore della crescita economica, nessun interesse alla disoccupazione, nessun interesse allo stimolo all’economia. La necessità porta a seguire con attenzione la vicenda PIGS e periferici, con la formazione dell’EFSF, ma nulla più.
La FED invece ha un obiettivo principe: difendere in qualunque modo e con qualunque arma la crescita economica. Ed ecco giustificato (relativamente) lo spavaldo comportamento di Greenspan prima e di Bernanke poi che, anche con alchimie non convenzionali, hanno cercato di difendere la crescita economica aprendo i rubinetti della liquidità. Greenspan generò la madre di tutte le bolle, che sfociò col crollo del Nasdaq prima e con la bolla immobiliare poi. Bernanke sta stimolando la crescita economica utilizzando il quantitative easing con leggerezza, indebitando lo stato USA a livelli esorbitanti (ormai siamo al rapporto debito/PIL a 100%). Resta però molto preoccupante il fatto che la disoccupazione un USA continua ad essere molto alta (oltre il 9%) e che la gente che lavori e il “Civilian Partecipation Rate” sta tornando ai livelli dell’84!
Lasciando perdere questa tematica (sto andando fuori dal seminato), torniamo a parlare di tassi.
Quindi capirete benissimo che se l’inflazione sta salendo, senza poi dimenticare che sale soprattutto per colpa delle materie prime, e fintanto che resta all’interno di parametri decenti, ce lo possiamo scordare che la FED alzi i tassi, perché va tutto contro il loro interesse.
Viceversa, la BCE teme non poco l’inflazione. Lo ha già fatto capire e lo ha ribadito ultimamente. E lo stesso mercato sta già subodorando qualcosa.
Grafico Euribor 3 mesi Future

Ho preso un tasso a breve, quello interbancario, anche se forse non è il più indicato, per cercare di capire le previsioni a medio termine dei tassi, facendo una valutazione usando i tassi forward visibili dalla curva del future.
Morale…eccovi il grafico qui sopra che giustifica un’ipotesi che potrebbe essere da non sottovalutare, ovvero che i tassi in Europa saliranno ben prima che negli USA.
Come potete vedere, il future sull’Euribor si sta impennando e oggi, a 3 mesi, ha un valore di circa 1.04% che però diventa (secondo le previsioni del mercato) che diventa 2.25% a giugno 2012. Quindi il mercato sta scontando tassi in aumento per oltre 1% sulla curva dell’Euribor a 3 mesi. Tutto questo, ovviamente, non può che essere deleterio per la già risicata crescita economia europea (Germania e in parte Francia escluse) andando ulteriormente a sottolineare la necessità di un cambiamento dello statuto della BCE.
E questo fatto deve essere BEN presente nei prossimi mesi per poter valutare l’andamento e le previsioni delle tendenze del cross EUR/USD.
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DT
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