Rebus obbligazioni

di gremlin
14 Settembre 2011 12:21

La mattina si presenta già con alta volatilità e nel pomeriggio molti dati economici Usa faranno impazzire gli scalper. Mentre SP500 sta disegnando un pattern daily lateral ribassista di breve con supporto 1120 e max relativi in calo (reggerà fino al Fomc?), il dax è ribassista e basta. L’Italia dei mille fondi azionari, dove i grandi banchieri miliardari disegnano sulla sabbia segni esoterici rassicurandoci che loro sono intorno a noi (come avvoltoi?), è in coma poco vigilato: i cinesi hanno chiarito il loro pensiero, traducendolo dall’ideogramma al geroglifico, che preferiscono comprare ENI ben sotto 10 piuttosto che pigliare altri btp. Presto avremo cinesi in molti CdA. Sono sicuro che Bossi darà l’ultimatum a Tosi, che secondo me non può essere cacciato dal partito ora: le fondazioni venete che controllano Unicredit non facciano comunella coi terroni d’oriente, Gheddafi è un amico e un vero signore, i cinesi sono solo dei comunisti arricchiti.

Intanto il BTP viene venduto secondo logica conseguente e il rendimento del decennale sale al 5,66% contro l’1,78% del bund e l’1,98% del t-note decennali. Oggi i giornali diranno che lo spread è a 392 punti ma non diranno che è il btp che viene venduto contro bund così come nel passato non hanno detto che il bund veniva comprato contro dollaro usa mentre il btp se ne stava tranquillo. Ad ogni modo adesso il btp peggiora come del resto continua a peggiorare l’immagine di Berlusconi all’estero. Ieri ha detto con una franchezza che dovrebbe chiamarsi dabbenaggine che è bene che sia l’Europa a governare l’Italia perchè in questo modo la responsabilità di manovre succhiasangue non potrà essere attribuita al governo e lui perderà qualche voto in meno. Siffatto concetto espresso da un premier normale in un Paese normale dovrebbe scatenare l’intervento della neurodeliri per un TSO (trattamento sanitario obbligatorio). Purtroppo in Italia di normale c’è solo la normalizzazione cerebrale dei potenziali elettori.

L’oro invece sonnecchia sornione come un gatto, in attesa di esaudire i desideri di chi lo vuole oltre 2000 come regalo di Natale 2011. Petrolio e dollaro Usa hanno recuperato in questi giorni e quindi benzina più cara.

Grafici e tabelle che seguono mostrano le curve dei rendimenti obbligazionari in picchiata; i titoli di Stato italici esprimono la perdita di credibilità governativa ma la finanza internazionale sa che c’è ancora tanta ricchezza da saccheggiare per assicurare il rimborso delle scadenze a breve e poi l’Italia non ha mica ancora chiesto aiuti come irlanda grecia portogallo. Se e quando l’Italia chiederà aiuti all’europa, allora significherà che tutto quello che c’era da rubare è stato rubato e gl’italiani dovranno prepararsi al default. Fintanto che si resta con l’euro, con queste regole e senza chiedere aiuti NON C’E’ ALCUN RISCHIO RILEVANTE PER I POSSESSORI DI TITOLI DI STATO ITALIANI A SCADENZA BREVE. Il risparmiatore italiano deve digerire un altro concetto chiave: il rischio è direttamente proporzionale alla data di scadenza del titolo; in questa congiuntura negativa, più lunga è la scadenza e maggiore è il rischio di insolvenza. Il suggerimento quindi è quello di continuare a comprare btp ma con scadenza assolutamente non superiore a tre anni.

Notare come i rendimenti Usa siano costantemente più alti di quelli tedeschi malgrado tasso Fed e inflazione Usa siano più bassi del tasso Bce e inflazione europea. Questa è la vera anomalia strutturale che rispecchia il sentiment della finanza internazionale: le finanze tedesche sono percepite di gran lunga più solide di quelle americane e rifugiarsi in germania costa di più che rifugiarsi in Usa, il costo è espresso in termini di differenziale di rendimento fra i due.
Certo che ritenere che i titoli di stato Usa siano un bene rifugio è praticamente un atto di fede, la ragione ci costringe a rifiutare questa conclusione ma tant’è, il mercato così funziona e bisogna prenderne atto e basta.
Mi ricordo che un anno fa circa si facevano previsioni di aumento dei tassi pensando alla ripresa economica e una perdita secca per i possessori di fondi obbligazionari: previsione del tutto cannata.
Mediamente il mercato continua a preferire le obbligazioni corporate AAA rispetto ai governativi senza però specificare che fra i bond corporate AAA ci sono un sacco di bond bancari. Ricordando che Lehman B. era tripla A e che tutto il sistema bancario è sottocapitalizzato, è a leva, presenta bilanci compiacenti e quindi truccati da assurde regole di valorizzazione degli asset e da società veicolo fuori bilancio, ed è esposto al rischio di default della grecia e dell’euro, detto questo sarei molto prudente ad investire in un fondo con molti bond bancari o peggio comprare obbligazioni bancarie direttamente sul mercato.
Il default dell’euro farà precipitare i fondi obbligazionari in genere e in particolare distruggerà i fondi pensione italiani.
Ergo: TFR bye bye.

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