Salvate il soldato Euro Ryan!

Piano Salva Euro da 3000 miliardi per EFSF. Ma il FMI è senza soldi e si teme l’effetto domino
La notizia del week end è sicuramente quella uscita dal G-20, un incontro dove di solito si fanno tanti bei ragionamenti ovvi ma poi non si conclude niente. Bene, anche stavolta il G-20 ha regalato tante belle parole. E tra le tante parole sono degne di nota queste affermazioni:
Tremila miliardi per salvare l’euro: secondo il Sunday Times è uno dei punti di un “ambizioso” piano su cui stanno lavorando i ministri delle finanze dei paesi del G20 per espandere il fondo di bailout europeo in vista di un default della Grecia ai primi di novembre.
Fonti vicine al vertice tra ministri e Fondo Monetario Internazionale hanno detto al Times che il piano avrebbe tre aspetti: la ricapitalizzazione delle banche europee vulnerabili, il fondo di bailout da 440 miliardi alzato fino a tremila miliardi e il default pilotato della Grecia facendo rimanere il paese all’interno della Eurozona. “La questione non è più se la Grecia andrà in default quanto assicurare che ci sia la potenza di fuoco finanziaria per far fronte a un default e assicurare che il contagio non si diffonda attraverso l’Eurozona quando succedera”, ha detto, parlando da Washington, Gerard Lyons, chief economist della banca Standard Chartered.
Di un piano lungo le stesse linee e che potrebbe essere annunciato nei prossimi giorni parla anche il Sunday Telegraph: mirerebbe a circoscrivere la crisi a Grecia, Portogallo e Irlanda evitando il contagio a Italia e Spagna. (Source)
Mmmh… bruttino come discorso! E va nella direzione che ahimè il sottoscritto ha preventivato da tempo, ovvero quello di un TARP europeo. So che la cosa piace a pochi ma si sta prendendo la strada dell’operazione “salva tutto”. Costi quel che costi. E i costi come vedete, sono ben superiori a quanto si pensava mesi fa. Quindi i costi lievitano sempre di più… Pensate, siamo a 3000 miliardi per il fondo ora EFSF e futuro ESM! Una volta e ½ il debito pubblico italiano, uno sproposito!!!
Ma non solo, perché oltre al fondo da 3000 miliardi, ci sarebbero anche dei denari a disposizione delle banche per poter sottoscrivere quegli aumenti di capitale che oggi, 2011 mese di settembre, neanche un ubriaco sottoscriverebbe causa condizioni disastrose del mercato e del sistema. Quindi, possiamo dirlo con certezza, soldi che farebbero comodo anche alla nostra Unicredit che oggi DEVE ricapitalizzare ma non può (chi aderirebbe?).
E poi ancora soldi per poter far fallire la Grecia ma tutelando, pilotando e gestendo l’effetto domino. L’ombra di una Lehman Brothers BIS è alle porte. Ma sarebbe una Lehman Brothers MOLTO peggiore. E vedrete ben presto in un post dedicato ai derivati il perché…
Quindi il messaggio che ci arriva del G-20 è molto semplice.
Come diceva tanti anni fa Zucchero in una canzone, mi verrebbe da dire:
“lo sai fratello, siamo nella m***a” (VIDEO)
E per uscire dalla m***a, occorre riempirsi ancora di più di m***a. Si, perché non è che il denaro si crei dal nulla. E difatti, dopo la denuncia di grande difficoltà del sistema finanziario, arriva la nota dello stesso Fondo Monetario Internazionale, l’FMI che dovrebbe essere protagonista in questa operazione di “bailout”.
Christine Lagarde said the money available to the organisation “pales in comparison to the potential financing needs of vulnerable countries”.
In the wake of the global credit crisis, the funding of the IMF tripled and Britain’s exposure to it rose to £20 billion. This figure is poised to rise again if financial troubles engulf bigger economies such as Italy and Spain.
Yesterday, Alistair Darling, the former Labour chancellor who was in office during the previous crisis in 2008, warned that the problems facing the global economy were worse than three years ago.
“There are lessons to be learnt, and they are not being learnt by those responsible at the moment,” he said. “Lehmans [the investment bank that collapsed in September 2008] taught us one thing which is if you know there is a problem, take action, sort it out [in a way] that is more decisive than people expect if you are going to stop it.
“The problem with the Greek crisis is that it has been allowed to run on and on and on.” (Telegraph)
Quindi il FMI deve essere ricapitalizzato. E si potrebbe chiedere pegno ai cittadini inglesi che proprio qualche giorno fa hanno letto sul Telegraph, sempre lui, che probabilmente subiranno un bell’aumento di imposte, proprio perché la Gran Bretagna dovrà sborsare una cifra pari a £ 1.75 trillion…
British taxpayers risk being caught up in a £1.75 trillion deal aimed at saving the euro by allowing Greece to default on its massive debts.
The three-pronged deal would set up a massive fund to create a “firewall” around the most indebted eurozone countries, allow for an “orderly” Greek default on at least some of its liabilities, and bail out European banks most at risk from debt.
German and French officials came up with the strategy which aims to end the eurozone’s sovereign debt crisis before it spirals completely out of control, plunging the world back into recession.
The likely deal came ahead of a major new setback for the British economy – with BAe Systems, Britain’s biggest manufacturer, poised to cut 3,000 jobs.
Whitehall officials believe the job losses could be announced as early as this week and are likely to affect the company’s military aircraft division in Warton, Lancashire, and Brough, Yorkshire.
The eurozone deal, being brokered by the G20 group of nations, would seek to “ring fence” the crisis around Greece, Portugal and Ireland – preventing it from spreading to major EU economies such as Italy and Spain. (SOURCE)
£ 1.75 trillion = € 2.000.000.000.000, due mila miliardi di Euro. Credo che ormai si sia accettata qualsiasi opzione col solo fine di cercare di salvare tutto e tutti. Perché l’effetto domino è temutissimo, perché non si sa che disastro potrebbe generare oggi un default e soprattutto perché si sa che, una volta fatta la frittata e scoperto che sta per capitare la catastrofe, non si potrebbe più riparare.
Quindi si correrà il rischio di non guardarsi più avanti di una spanna dal naso. E il futuro….sarà quel che sarà. E se ci sarà inflazione? Si vedrà e la si gestirà in qualche modo. Tanto, vien quasi da dire, mal comune mezzo gaudio, visto che tutto il mondo sta subendo un momento epocale di crisi finanziaria. Ricordate? L’ho detto diverse volte: signori, questo momento è storia, storia vera. E tra tanti anni ce ne renderemo conto. Il problema però è che rischia di diventare un episodio di cronaca nera, visto che non si sa più che pesci pigliare. Però ormai i “grandi” del mondo sono d’accordo. Occorre salvare il sistema finanziario, un “soldato Ryan” che deve essere a tutti i costi recuperato. Anche se saremo sempre più carichi di debito nel sistema, anche se saremo sempre più poveri. Anche se arriveranno downgrading su banche stati e organizzazioni oggi considerati il “non plus ultra” della solidità (vedasi EFSF, Francia, Germania e BEI tanto per fare qualche nome).
WASHINGTON (Reuters) – Europe’s efforts to ramp up its fight against the euro zone debt crisis could potentially trigger credit rating downgrades in the region, a top Standard & Poor’s official warned.
David Beers, the head of S&P’s sovereign rating group, said it is still too soon to know how European policymakers will boost the European Financial Stability Facility, how effective that will be and its possible credit implications.
But he said the various alternatives could have “potential credit implications in different ways,” including for leading euro zone countries such as France and Germany.
Ovvio, questo è un blog e questo è solo il mio modesto parere e la verità assoluta viaggia altrove. Intanto andiamo a caccia del Soldato Ryan…
Auguri a tutti…
STAY TUNED!
DT
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