Indignados parte II: qui i Black Block che vìolano le chiese, negli USA la manifestazione diventa un party

16 Ottobre 2011 10:43

Tutti noi abbiamo ancora negli occhi le immagini di violenza che ieri hanno caratterizzato le manifestazioni di Roma. Manifestazioni che potevano essere pacifiche e simboliche. Invece grazie ai Black Block sono state teatro di violenza e distruzione.

Sconcerta non poco però la diffeerenza di atteggiamento tra le varie manifestazioni.
Prendiamo New York. Times Square.
Alla fine l’occupazione è divetantata una FESTA. Si signori, una festa, un party. Il movimento Occupy Wall Street è stata pacifica. Certo, gente molto deluta e se volete “incazzata”, addirittura con l’appoggio morale di alcuni personaggi come Obama e Hillary Clinton, se si sono riversati per le strade per protestare a favore di quei principi che più volte vengono discussi su questo blog, principi che soprattutto il sistema finanziario ha violato.

Invece a Roma… è stata guerriglia urbana.

Vera e propria guerriglia.
Nel post di IERI che vi ripropongo (CLICCATE QUI!)  in cui facevo una chiara distinzione tra Black Block ed Indignados, ho raccontato una giornata di follia, con la diretta video da Roma e da New York.
E proprio a Roma abbiamo rivisto quanto era successo a Genova al G-8. Piazza San Giovanni, Via Cavour, ridotte a trincee di guerra dove manifestanti pacifici sono rimasti loro stessi sbalorditi e sconvolti da quanto stava succedendo.

L’episodio della Chiesa di San Marcellino e Pietro

Soggetti in arrivo da Centri sociali, movimenti “No Tav”, “Roma Bene Comune”, le frange più estremiste di questi movimenti, delinquenti che possiamo catalogate tutti come Black Block e che non hanno nulla a che fare con gli Indignados. Ma sono semplicemente quelli che io definirei TERRORISTI.

Quindi nessun vero principio da difendere se non quello della violenza.
E permettetemi, l’apice lo si è visto quando questi emeriti celebrolesi hanno avuto il coraggio, NOTA BENE, di entrare nelle chiese (San Marcellino e Pietro) e di frantumare una STATUA DELLA MADONNA e spaccare un crocifisso.

(Adnkronos/Ign) – Don Giuseppe Ciucci: “Ero in parrocchia sono sceso giù e ho trovato le porte sfondate. Hanno forzato la porta principale dove c’era la statua della Madonna e anche l’altra porta che conduce alle aule del catechismo, dove hanno distrutto un crocifisso di legno e gesso e alcune lampade”

No signori miei cari, non voglio essere bigotto. Ma credo che questo fatto valga più di migliaia di parole.
Non vi parlo nemmeno dell’incendio al furgoncino dei Carabinieri, anche perché è chiaro l’attacco al sistema che si vuole apportare. Ma il fatto che abbiano fatto quello che in passato veniva considerato SACRO, ovvero entrare in una Chiesa, spaccare, distruggere, ignorando e sbeffeggiandosi anche di alcuni principi che forse io porto dentro e che mi sento di voler difendere. Mi spiace, questo fatto lo ritengo inconcepibile.
Ora, cari amici, mi vengono i brividi, ripensando a quanto visto e, se permettete anche a quel famoso e noto (CG) episodio del G-8 di Genova che ha diviso l’opinione pubblica.
Avrei voluto vedere voi che cosa avreste fatto se eravate su quella camionetta dei Carabinieri che veniva incendiata…

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DT

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